Il Tirreno

Lucca

Giunta, slitta ancora il confronto all'interno del Pdl

M.I.
Mauro Favilla
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Mauro Favilla

Stanco il sindaco: «O mi fanno lavorare o sono pronto a lasciare anche prima del 2012»

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 LUCCA. «O mi lasciano lavorare per portare a compimento gli impegni presi con la città, o sono pronto a lasciare anche prima delle elezioni». Comincia ad essere insofferente il sindaco Mauro Favilla che, ad un amico del Pdl, ha confidato di essere davvero stanco dei giochi e giochetti che frenano il rilancio della giunta.  Un esempio: oggi si sarebbero dovuti riunire gli esponenti del Pdl per individuare il nome del terzo assessore che, insieme a Maurizio Dinelli di Forza Lucca e ad Antonino Azzarà dell'Udc (oltre al tecnico esterno) dovrebbe completare l'esecutivo, destinato a tornare a dieci elementi. Ma vari personaggi del Pdl ancora in ferie hanno fatto sapere di non gradire affatto una riunione alla quale non potrebbero essere presenti e l'incontro slitta di nuovo, rendendo complicato per il sindaco fare le scelte sulla base delle indicazioni dei partiti. Di qui lo sfogo sulla possibilità che possa lasciare anche prima della fine del mandato.  Del resto quanto il quadro continui a rimanere agitato lo conferma anche lo scontro nell'Udc sul possibile recupero dell'assessore Azzarà in giunta. L'indicazione arriva dai commissari del partito, ma non è condivisa da almeno una parte del gruppo consiliare. Il capogruppo Luigi Bertani avrebbe ad esempio preferito che a Favilla venisse proposta una rosa di nomi e, ancora di più, che la giunta rimanesse con sei assessori.  Al sindaco, che si era detto sorpreso per questa presa di posizione, Bertani repica: «Tengo a precisare che per quanto mi riguarda, ed è cosa ormai nota a tutti, ho sempre sostenuto che è il sindaco che deve scegliere i suoi collaboratori e che non debbono esistere veti o imposizioni da parte di chicchessia. In particolare non ho niente contro Azzarà e se Mauro Favilla ritiene che sia un valido collaboratore non vedo perchè io dovrei essere contrario allla sua nomina nella giunta. Non sono entusiasta di una giunta numerosa non perché non ci voglio questa o quella persona ma perché una giunta ridotta, come proposta in consiglio dal sindaco, mi sembrava un segnale alla città di voler andare verso una maggiore efficienza, risparmiando anche sui costi della politica».

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