Sicurezza
«Senza investimenti non c'è più futuro»
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Lavoratori di Se.Ver.A si battono a difesa del loro posto La preoccupazione della Uil trasporti sulla questione legata alla Se.Ver.A
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CASTELNUOVO. La Uil Trasporti con il segretario provinciale Simone Marsili e il rappresentante della Rsa Bruno Daddoveri interviene sul caso Se.Ver.A. «Come organizzazione sindacale ci teniamo a precisare che non è certamente con lo sciopero o con le fermate mensili che ai risolve il problema degli stipendi dei dipendenti della Severa spa. Lo sciopero serve per far capire il disagio e le preoccupazioni dei lavoratori che si trovano in questa situazione non per colpa loro, ma per scelte errate fatte nel recente passato e consentite da una politica assente e, in certi casi, consenziente. «Le fermate sono invece l'unico strumento con il quale i lavoratori denunciano, non solo il disagio per la mancanza dello stipendio ma, anche, la mancanza di investimenti necessari per la messa in sicurezza degli strumenti da lavoro ed i lavoratori stessi e, non di meno, un equa e tollerabile ridistribuzione dei carichi di lavoro. Si deve inoltre rimarcare come con grande dignità, requisito che altri hanno dimostrato di non possedere, che i lavoratori sino ad oggi hanno affrontato enormi difficoltà, non solo economiche, nello svolgere il servizio che non è mai venuto meno, mirato a tutelare, non i soci, non l'azienda, ma il posto di lavoro ed i cittadini, fino ad oggi ignari del modo con il quale la politica ha gestito codesta azienda. Dobbiamo ragionare in modo più stringente: pena la perdita di posti di lavoro, della gestione e il controllo di un settore cosi delicato come quello dei rifiuti. Non ci illudiamo che il clima, in cui ci si muove, se al momento attuale non è dei migliori, tra qualche mese sia più favorevole, anzi probabilmente si accumuleranno maggiori oneri che renderanno ancora più complicata la già difficile situazione. «Forse se i soci si dessero una svegliatina e cominciassero veramente a cercare delle soluzioni, senza mettere come gli struzzi la testa sotto la sabbia, potremmo fare dei seri e veri passi avanti. Non vogliamo che la Garfagnana diventi Napoli, ma tutto ha un limite. L'unica vera speranza è che non si perdano anche le ultime occasioni per salvaguardare gli stipendi ed i posti di lavoro. Vorremmo tra l'altro ricordare alle istituzioni ed ai comuni soci di Severa che, a nostro modesto parere, non ci sono molte alternative e sicuramente non si può scartare a priori e per motivi di principio, o peggio ancora di interesse, la costituzione di una New Co».
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