Il dolore
«Risparmi, niente panico»
Marco Innocenti
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Operatori di Borsa al lavoro Cresce l'afflusso di clienti preoccupati nelle banche
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LUCCA. Le Borse continuano a scendere e la serie infinita di notizie negative sull'economia hanno come prima conseguenza un afflusso inconsueto - soprattutto a Ferragosto - di clienti nelle banche, dove sperano di essere tranquillizzati. Ma risposte certe è difficile averne. Non semplice è anche trovare, in questi momenti critici, esperti e operatori del settore che accettino di sbilanciarci. Tra le eccezioni l'ex sindaco Pietro Fazzi il quale, uscito anche dal consiglio comunale, è tornato a tempo pieno al suo lavoro di promotore finanziario. Fazzi vede apprensione, ma non panico. «Il lucchese - dice - è tale anche quando investe: tendenzialmente attento, informato e poco incline alle avventure inutili. Non teme il rischio, ma vuole conoscerne le caratteristiche ed affrontarlo consapevolmente. Anche in queste settimane non ho visto panico nei risparmiatori: una maggiore richiesta di informazioni e di aggiornamenti, ma mai panico. I comportamenti variano molto a seconda della situazione personale, del portafoglio che si possiede». Quali consigli si possono dare a chi ha risparmi o capitali da investire? «Il primo comandamento, per tutti i risparmiatori, piccolissimi e grandi, è diversificare più possibile. Diversificare per aree geografiche tenendo ben presenti le potenzialità e le caratteristiche delle regioni mondiali, dai mercati emergenti al nord Europa; diversificare per settori produttivi come le energie rinnovabili, i comparti più dinamici del manifatturiero, l'agricoltura, le materie prime. Diversificare negli strumenti di debito: posizionarsi su emittenti e valute affidabili, non sottovalutare le possibilità delle obbligazioni convertibili. Nè trascurare le opportunità della finanza etica, che si affaccia anche sui mercati globali. Ma diversificare non basta, se non ci si garantisce sulla qualità degli strumenti che si intende utilizzare. Le cinque stelle che l'agenzia Morningstar assegna ad alcuni fondi sono una garanzia da non trascurare quando si sceglie di affidare i propri risparmi. Infine consiglio fortemente di verificare e tener ben presente il proprio profilo di rischio. Molte volte, purtroppo, il questionario viene compilato in fretta». Molti risparmiatori comprano Bot oppure obbligazioni delle banche in cui hanno il conto. Non attendere la scadenza del termine per riavere l'intera somma investita di questi tempi significa perdere soldi. Ma siamo sicuri che alla scadenza la somma verrà recuperata per intero? Ci sono banche che in poche settimane hanno visto la quotazione delle loro azioni cadere vertiginosamente. Restano affidabili? «Anche in questi casi è doveroso diversificare fra gli emittenti, ovviamente, sempre scegliendo tra quelli più affidabili. Le agenzie di rating, Moody's e Standard & Poor's sono le più accreditate, forniscono indicazioni. Quanto ai singoli titoli ceduti in anticipo o portati a scadenza, ancora una volta è essenziale che la scelta sia fatta con prudenza e nell'esclusivo interesse del cliente, "su misura". Come mai in tanti scoprono di dover liquidare/vendere anticipatamente titoli o strumenti finanziari che con scadenza eccessivamente lunga? Non si poteva assemblare un portafoglio con scadenze "scalate", con titoli di durata diversa? Il cliente si rendeva conto delle conseguenze di quello che faceva?». Cosa consiglierebbe a chi ha fatto investimenti nei fondi comuni? Le perdite di questo periodo saranno mai recuperate? «Le perdite dipendono da ciò che il cliente ha sottoscritto. In questo momento ci sono sottoscrittori di fondi comuni che continuano ad avere il segno più nel loro dossier». C'è chi cerca scampo nei beni rifugio, come l'oro. Ma non c'è rischio di acquistare a caro prezzo e di perdere poi somme cospicue quando si volesse rivendere? «L'oro è un bene rifugio in senso stretto non è un investimento. È una cosa che non genera nessun frutto. Un'impresa distribuisce dividendi, un'obbligazione stacca cedole. L'oro ha un prezzo che varia al variare di una domanda che produce effetti su una massa fortemente limitata dalle riserve presso le banche centrali, che sono le più importanti, ma anche le più ferme. Quindi varia su un "flottante" ridotto. Il rischio, a mio avviso, è altissimo». È ancora consigliabile puntare sul mattone? «Il mattone è una grande tentazione. Distinguiamo intanto il mattone per abitare: è una valutazione soggettiva e non va sottoposta altro che al gusto e alle preferenze personali e familiari. Per l'investimento, invece, va segnalata la lunga crisi mondiale del settore dell'edilizia. Tuttavia ma credo che, affrontato con oculatezza, l'investimento immobiliare abbia ancora i suoi vantaggi. Nel lungo periodo è ragionevole attendersi una tenuta del valore. Anche nel mattone vale comunque la regola della diversificazione».
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