Trasporti
Bertani (Udc) contesta anche i conservatori dentro il suo partito
Dico no alla giunta allargata
Marco Innocenti
«Il sindaco si era impegnato in consiglio per un esecutivo a otto»
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. I tempi per il completamento della giunta comunale si allungano e il clima torna a farsi rovente nella maggioranza di centrodestra. Ne sono la dimostrazione le dichiarazioni di esponenti solitamente prudenti e moderati, come il capogruppo Udc Luigi Bertani e l'ex assessore (Pdl) Filippo Candelise (come vediamo sotto). Ufficialmente a far slittare le nomine mancanti per completare l'esecutivo è l'assenza di molte persone, nei partiti della coalizione di governo, con cui il sindaco Mauro Favilla dovrebbe avere gli ultimi scambi di vedute prima della decisione finale. Che sia questa la vera ragione o che invece ci siano altri tipi di difficoltà, per Bertani conta relativamente. «Il fatto è che il sindaco si è lasciato di nuovo invischiare in un rapporto tra lui e i partiti del centrodestra che alla fine logora tutti. In consiglio comunale - afferma il capogruppo Udc - Favilla aveva preso l'impegno a dimezzare il numero degli assessori, portando lo giunta a sei membri politici più due tecnici. Personalmente non ho mai capito la necessità del ricorso ai tecnici, ma ad ogni modo poteva essere un segnale quello di limitare al minimo le poltrone per avere un esecutivo snello e meno costoso. A questo impegno io mi ero affezionato e non mi entusiasmo ora di fronte alla prospettiva che si torni ad una giunta con dieci componenti (altri tre politici e un tecnico) solo per rimuovere pressioni e resistenze dei partiti. Se questa fosse la soluzione finale, vorrebbe dire che il sindaco ha fatto tanto rumore per nulla». Bertani comunque si chiama fuori dalla lotteria per l'assegnazione degli incarichi mancanti: «Non ho nemmeno comprato il biglietto - ironizza - ma certo non mi attrae. Ripeto, la scelta del sindaco poteva avere un senso se rimaneva ancorata all'impegno preso in consiglio. Una nuova giunta, dimezzata, poteva essere un segnale. Ma mi pare che stia venendo fuori qualcosa di diverso che, credo, non piacerà molto alla città». Implicitamente sotto accusa, da parte di Bertani, va insomma l'ennesimo ricorso al manuale Cencelli, in base al quale si cerca di accontentare tutti in proporzione del loro peso. Ma il capogruppo non nasconde imbarazzo anche nei confronti del suo partito, commissariato. «Abbiamo avuto una riunione giovedì sera - dice - e i commissari Spadoni e Ceccarelli hanno ribadito la linea della conservazione. Per loro nel nuovo esecutivo devono restare gli assessori che già ne facevano parte, se se ne aggiungerà un secondo a Monticelli. Credo che si sia persa l'occasione per mostrare che l'Udc ha valide risorse, anche fuori dal consiglio comunale. C'era la possibilità di portare a Favilla una rosa di nomi, ma non si è voluto prendere questa strada». Anche perché questa soluzione avrebbe dato modo al sindaco di scegliere altri al posto dell'uscente Antonino Azzarà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
