Proteste
Compostaggio, deve decidere la Provincia
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Lex assessore Piero Manconi L'ex assessore Manconi contro Baccelli: «Fugge dalle responsabilità»
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CAPANNORI. È un attacco dai toni durissimi quello dell'ex assessore provinciale all'ambiente Piero Manconi al presidente di palazzo Ducale. Stefano Baccelli viene accusato di affermare il falso sull'impianto di compostaggio. «Il consiglio comunale di Capannori non può e quindi non deve decidere niente trattandosi di una materia che non è di sua competenza istituzionale. Forse Baccelli ha introiettato la soppressione della Provincia di Lucca, ma l'unico ente competente per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti è il consiglio provinciale. Fuggire dalle proprie responsabilità istituzionali è quanto la Provincia sta facendo dal 2006 - tuona Manconi -. Si è lasciato che un sindaco facesse strame dell'interesse pubblico alzando indecorosi polveroni senza mai intervenire, al più, limitandosi a trattarlo e sopportarlo come si fa con un bimbo bizzoso. L'apice lo si raggiunge con l'ultima dichiarazione alla stampa: "Occorre che il comune di Capannori, unico organo competente a decidere in maniera definitiva sulla questione, deliberi il luogo prescelto"». Macchè, dice Manconi, non è vero niente: «Il consiglio comunale di Capannori, come di qualsiasi altro comune, non può deliberare niente trattandosi di materia non di sua competenza. Una votazione in tal senso avrebbe lo stesso valore di una delibera per far uscire il territorio di Capannori dall'euro. Se uno vuol fare il presidente della Provincia deve: primo sapere quali sono e secondo far valere le proprie prerogative e tra queste non c'è quella di cederle ad altri perché troppo rognose da affrontare». Manconi se la prende anche col sindaco di Altopascio. «Più intelligente e furba è invece la mossa del geometra Marchetti, sindaco, consigliere provinciale ed anche ex amministratore delegato di Ascit voluto da Del Ghingaro per aiutarlo a gestire con maggiore forza l'opposizione all'impianto. Nella diatriba tra Del Ghingaro e Baccelli se ne esce con la proposta della ex Cover come sito possibile dell'impianto di compostaggio. Intelligente perché consapevole che l'impianto è un'opportunità e non un problema per il territorio che l'accoglie e furba perché, a mio ricordo, nella ex Cover era invalsa l'abitudine di fare utili a spese dell'ambiente, ignorando il rispetto delle norme a tutela del territorio e dei cittadini. In effetti in quel terreno sono state sotterrate tonnellate di scorie tossiche e nocive derivate dalla produzione di piastrelle. Non sono a conoscenza se il terreno sia stato bonificato e quindi salvaguardato dai rischi d'inquinamento della falda. Se non ancora lo fosse, la localizzazione di un impianto pubblico, potrebbe essere la soluzione perfetta per il comune di Altopascio di risolvere un problema di non poco conto, accollandolo alla comunità interprovinciale accreditandosi inoltre come amministratore capace e in grado di decidere. A Marchetti vorrei chiedere, visto che adombra qualche mia responsabilità nella non realizzazione dell'impianto di compostaggio di essere, diciamo così, più preciso. Ne indichi una. Ho lasciato l'assessorato subito dopo che il piano industriale dell'Ato, per legge deputato alla realizzazione degli impianti, era stato reso efficace e in forte continua polemica con il sindaco Del Ghingaro e assessore Baronti a causa degli assurdi ostacoli che ponevano per la realizzazione dell'impianto. Pronto con chiunque a un pubblico confronto».
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