Sicurezza
Altre 15 denunce per l'emissione di false fatturazioni
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LUCCA. Dopo l'inchiesta penale, le verifiche fiscali portano a nuove denunce e soprattutto alla scoperta di una presunta maxi evasione che andrà a toccare il portafogli dei due imprenditori finiti nella rete della Guardia di Finanza. L'operazione "Missing Traders" che nel marzo del 2011 aveva portato all'arresto di un assicuratore e di un dipendente Asl e alla denuncia, tra gli altri, di un commercialista, non si arresta con i patteggiamenti in sede giudiziaria. La Compagnia delle Fiamme Gialle, diretta dal maggiore Antonio Di Filippo, prosegue negli accertamenti e nelle verifiche contabile alla ricerca di elementi di reddito sottratti all'Erario. In perfetta sintonia con il diktat del ministero nella lotta perenne all'evasione fiscale. Al centro dell'indagine due insospettabili: l'agente assicuratore Luca Reza Busan, 30 anni, originario di Gorizia e residente a S. Alessio e il dipendente Asl, Luca Sarti di 48 anni, abitante a Mugnano. I due erano stati raggiunti nel marzo scorso da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Simone Silvestri, su richiesta del sostituto procuratore Enrico Corucci. Nei loro confronti l'accusa era di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Una frode fiscale stimata in 80 milioni di euro iniziata nel 2003. Un sistema complesso di società fittizie - costituite nel Veneto, a La Spezia, a Udine e a Francavilla Fontana (Brindisi) - utilizzate da 600 imprese operanti in Lucchesia, Versilia, Pisa, Firenze e in altre zone della Toscana. Dopo il patteggiamento della pena - 44 mesi in totale (con pena sospesa) per i reati di utilizzo ed emissione di false fatture e occultamento di documentazione - i due imprenditori operanti nel campo delle competizioni rallistiche e delle ricerche di mercato hanno avuto dal tribunale la confisca di circa 40mila euro dai conti correnti che costituivano parte del loro patrimonio, oggetto di sequestro preventivo da parte delle Fiamme Gialle. Probabilmente pensavano di aver pagato il loro tributo con la giustizia e di poter chiudere i conti con magistratura e finanza. Invece l'inchiesta - almeno quella amministrativa - è lontana da scrivere la parola fine. In questi mesi infatti i militari della Compagnia hanno proseguito nella constatazione di presunte violazioni tributarie derivante dalle condotte che hanno portato in carcere i due imprenditori. Sono state concluse cinque verifiche fiscali nei confronti di imprese riconducibili, sempre secondo la Finanza, a Busan e Sarti. L'esame dei documenti contabili delle cinque imprese ha prodotto rilievi in materia di omesso pagamento delle imposte dirette per 3,4 milioni ed è stata accertata un'evasione all'Iva per circa un milione. Gli accertamenti, ancora in corso, hanno portato alla denuncia di 15 persone - in prevalenza prestanome che risiedono fuori provincia - ritenute responsabili dell'emissione di false fatture nei confronti delle imprese degli indagati o dell'utilizzo di documenti fiscali che hanno permesso all'assicuratore e al dipendente Asl un indebito vantaggio fiscale.
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