Il Tirreno

Lucca

Il vero orto lucchese al giardino botanico

Rossella Lucchesi
Il vero orto lucchese al giardino botanico

3 MINUTI DI LETTURA





Fagiolo scritto di Lucca, pomodoro canestrino, insalata foglia di cerro della garfagnana, mais formenton ottofile, radicchio, zucca dell'Alpe, cipolla rossa lucchese e cardone gobbo. Sono solo alcune varietà di ortaggi tipici del nostro territorio in mostra da martedì all'orto botanico, in una porzione di terreno posto poco dopo l'ingresso sul lato sinistro. Una collezione di 44 piante locali, spesso esclusive della Lucchesia, molte delle quali oggi in disuso, ma che gli addetti ai lavori con questa esposizione intendono rivalutare, se non altro, affermano, per mantenere le tradizioni della nostra terra che annovera tra i suoi prodotti tante qualità ormai in disuso a rischio di estinsione, ma adatte per preparare eccellenti piatti tipici.

L'idea di questo "orto nell'orto" parte dall'Opera delle Mura, che si è avvalsa della collaborazione della Regione e dello Slow food. Ma soprattutto dei giardinieri dell'orto botanico che, grazie al loro impegno e alla loro esperienza, hanno curato con passione il piccolo orto, iniziando la semina ai primi di maggio. Il risultato è un caratteristico fazzoletto di terra che i visitatori avranno modo di ammirare lungo un camminamento in pietra che consente di vedere da vicino le diverse varietà ortive, contraddistinte da cartellini esplicativi redatti dalla dottoressa Sani che ha curato la parte tecnica e scientifica della mostra, allestita con l'ausilio dei semi donati in parte dalla ditta Gargini e in parte dalla banca regionale del germoplasma.

È quest'ultimo un ricovero di semi per la conservazione di specie erbacee di interesse agrario, presente all'interno dell'orto botanico, che contiene migliaia di tipologie di sementi tipici toscani. L'esperienza, che ad ogni stagione gli addetti ai lavori intendono ampliare, ha scopo didattico per una maggiore diffusione della conoscenza dei prodotti della nostra terra, tenendo conto della tutela e della conservazione della biodiversità delle varie specie di coltivazioni. La visita al neonato orto sarà una delle novità di Murabilia, la mostra mercato del giardinaggio amatoriale in programma il 2, 3 e 4 settembre, che quest'anno prevede un ampliamento al baluardo San Colombano che si aggiunge a quelli di San Regolo, la Libertà e San Salvatore.

Alla mostra, come sempre, il personale dell'orto botanico offrono un notevole contributo, benché la struttura disponga solo di un dirigente (l'ing. Antonella Giannini) che ha sulle spalle anche altri settori e aziende (Itinera) e di appena. quattro giardinieri in pianta stabile. Sono loro che faticano per la manutenzione dello straordinario polmone verde cittadino, che necessita di cure costanti. Anche alla luce del boom di presenze di visitatori, all'Orto - diventato una vera risorsa per il turismo - pensa poi l'assenza di un curatore fisso, dato che ancora l'amministrazione comunale non ha provveduto a sostituire quello andato in pensione.

L'Opera tuttavia fa il possibile, con le esigue forze a disposizione, per mantenere al meglio un ambiente invidiabile per le sue caratteristiche, con piante rare ed alberi secolari che ogni giorno attraggono centinaia di turisti da tutto il mondo. I quali possono tra l'altro ammirare il famoso cedro del Libano piantato nel 1820, anno della fondazione dell'orto botanico, una tra le piante più pregiate del sito, da qualche tempo costantemente monitorata in seguito al cedimento del terreno che aveva fatto temere per la sua stabilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze