La manifestazione
«Gettati al vento 200mila euro»
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Alessandro Tambellini Bilancio, per Tambellini (Pd) bastano i revisori
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LUCCA. È costata tra i 150 e i 200mila euro in dieci anni la certificazione del bilancio, non necessaria, affidata dal Comune a Standard and Poor. Attacca le scelte dell'amministrazione Favilla il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini che interviene sulla decisione di rinunciare al rating della società americana. Tambellini ricorda la storia delle valutazioni affidate dell'agenzia americana Standard & Poor's, specializzata nel valutare l'affidabilità economica dei soggetti o istituzioni che emettono titoli sottoscrivibili sui mercati finanziari: «Lucca decise di avvalersi della collaborazione di S&P una dozzina di anni fa, quando sembrava che il Comune di Lucca dovesse emettere titoli - i Boc, buoni ordinari del Comune - per finanziare la propria spesa al di là e oltre il ricorso ai mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti o da altri istituti di credito. «Ma di Boc si parlò insistentemente soprattutto in occasione della creazione della Holding, la capofila nella quale fuorono fatte confluire tutte le partecipazioni azionarie del Comune». La Holding, afferma Tambellini, nacque come un'operazione di ingegneria finanziaria, in ragione della quale «il Comune nominalmente conferì alla società circa 60 milioni di euro di partecipazioni azionarie, versando in realtà solo 50 milioni di controvalore e trattenendo la differenza di 10 milioni con la quale ripianò i mutui più onerosi. «Alla Holding restò quindi un debito in bilancio che avrebbe dovuto essere colmato appunto con il ricorso ai Boc. «Non se ne fece di nulla e nonostante le innumerevoli richieste da parte dell'opposizione non si sono mai sapute le modalità di rientro di quello sbilancio iniziale. «Se fosse stato colmato - come sospettiamo - facendo ricorso, anche solo in parte, ai guadagni delle società che erogano servizi a tariffa, l'avrebbero ripagato i cittadini attraverso una tassa impropria a loro ignota, semplicemente perché introitata attraverso le bollette di Gesam, Geal, Sistema Ambiente, ecc». A giudizio di Tambellini se del giudizio di Standard & Poor's si è ora deciso di fare a meno, «in un momento in cui i conti del Comune peggiorano per problemi strutturali interni, ma anche in ragione di una congiuntura generale sfavorevole e quindi si potrebbe avvertire la necessità di rassicurare sulla solvibilità dell'ente, a maggior ragione se ne poteva fare a meno in passato, una volta caduta l'idea di emettere titoli. A far fede della solidità finanziaria dell'ente potevano bastare i bilanci certificati dai revisori e la regolarità dei pagamenti con i fornitori, quest'ultima sì segno di corretteza sul piano economico. Ma si è voluto in passato fregiarsi dell'A+, il voto di S&P, pubblicizzato ogni anno».
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