Il Tirreno

Lucca

Nella Valle del Serchio cento famiglie hanno avuto contributi per assistere un congiunto

Con le badanti si risparmia

Angelica D'Agliano
Una badante assiste un’anziana costretta su una sedia a rotelle
◗
Una badante assiste un’anziana costretta su una sedia a rotelle

L'Asl utilizza così il 60% dei fondi per la non autosufficienza

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Nella Valle del Serchio grazie ai contributi per assumere badanti si risparmia 500mila euro all'anno in termini di mancati ricoveri in ospizio (qualcosa come 1200 euro al mese per ogni utente) mentre da gennaio a luglio 2011 ben cento cittadini in condizione di bisogno hanno ricevuto contributi dai 350 agli 800 euro al mese che sono serviti per garantire la presenza di un assistente familiare in casa.  Questi i dati che vengono dall'Asl 2, in particolare dall'articolazione zonale della Valle del Serchio. Come spiega David Marchi, referente ufficio di piano Zona Valle del Serchio della Asl, per una persona non autosufficiente oggi la vera alternativa all'ospizio non può che essere la badante più qualcos'altro dove, con il termine qualcos'altro, si intende un mondo complesso articolato e in continuo divenire in cui si mescolano interventi pubblici, di volontariato, di privato sociale, terzo settore e familiari. Infatti in un contesto di risorse limitate e dinamiche demografico-familiari di atomizzazione della società per poter garantire ad una persona non autosufficiente una reale alternativa alla struttura c'è bisogno di avere un minimo di rete familiare di supporto, condizioni abitative accettabili, una rete assistenziale socio-sanitaria territoriale efficiente flessibile e basata su pilastri prestazioni differenziati e l'assistenza continua di personale specializzato.  In questa nuova sanità step-by-step, fatta di percorsi intervallati e dove si resta a casa più che si può (perché è meglio per il paziente o perché costa meno si potrebbe discutere), le badanti sono una figura fondamentale per l'assistenza del cittadino non autosufficiente. Questo l'articolazione zonale della Valle del Serchio l'ha capito molto bene, prova ne è che il 60 per cento dei circa 960mila euro che costituiscono il fondo regionale straordinario per la non autosufficienza è stato usato per finanziare pacchetti assistenziali che prevedono il ricorso a un'assistente familiare, nel periodo di tempo che va da settembre 2010 a oggi.  Scendendo nel dettaglio dei "pacchetti badanti" la soglia di ore contrattualizzabili è variabile tra un minimo di 25 ore ed un massimo di 54 ore settimanali. Il contributo può variare da un minimo di 100 a un massimo di 700 euro per i contratti inferiori alle 54 ore, e da un minimo di 350 a un massimo di 800 euro per i contratti a tempo pieno.  «È importante - spiega Marchi - che non passi l'idea, peraltro falsa, che si erogano contributi per le badanti. Quello che facciamo è proporre percorsi assistenziali articolati e concertati tra famiglia e servizi territoriali, che utilizzano anche la leva dell'assistenza familiare privata in alternativa all'istituzionalizzazioni nelle residenze sanitarie assistite».  Per favorire l'incontro domanda e offerta nell'ambito del badantato Asl 2 ha promosso in convenzione col Consorzio di Cooperative sociali So. & Co. uno sportello badanti con sede a Ponte di Campia. Il servizio, gratuito e attivo da un anno, è un punto di riferimento per i cittadini alla ricerca di un servizio qualificato: dalla nascita a oggi ha incontrato 95 persone di cui 76 potenziali assistenti familiari e 19 famiglie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa