Il Tirreno

Lucca

Boom di visitatori sulle due Torri

Visitatori in via S. Andrea (Vip)
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Visitatori in via S. Andrea (Vip)

Guinigi, sono oltre 1000 visitatori che ogni giorno salgono sulla vetta

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 LUCCA. Città piena zeppa di turisti da tutto il mondo, mentre molti lucchesi hanno approfittato del ponte di Ferragosto per allontanarsi dalla città.  Si spiega così l'insolito (e apprezzato) fenomeno della relativa facilità per i residenti di trovare posto con l'auto negli stalli gialli loro riservati.  A far registrare una notevole affluenza di visitatori (oltre alle Mura, gettonatissime fin dalle prime ore della mattina e comunque tutti i monumenti e le chiese del centro sono stati presi d'assalto) le due torri principali: Guinigi e delle Ore.  Nella media, elevata, il numero di biglietti staccati in via S. Andrea. Almeno 1000 - e forse qualcosa di più - i turisti che ieri hanno salito i 230 gradini che conducono alla sommità della costruzione, alta 44,25 metri, per ammirare le meraviglie del centro storico e per gettare lo sguardo in direzione delle colline circostanti.  La torre, che fa parte dell'imponente costruzione voluta dalla famiglia Guinigi, ricchi e potenti mercanti lucchesi del XIV secolo, piace moltissimo. La gente chiede notizie, è incuriosita dalle presenza sulla cima dei grandi lecci, resta a lungo ammirata a osservare il panorama mozzafiato. Peccato che alla biglietteria - dove il personale della cooperativa è sempre molto gentile - manchino le brochure sulla Torre. Una lacuna non da poco, e sinceramente inspiegabile.  «Sarebbe stato meglio - commentava ieri un turista ferrarese arrivato in città con moglie e figlio diciottenne - se a disposizione ci fosse stato qualche depliant invece dello schermo tv che si trova all'ingresso».  Meno frequentata la Torre delle Ore, la più alta della città con i suoi 50 metri. L'accesso è da via Fillungo e si arriva in cima dopo aver calpestato 207 scalini. Ieri i visitatori sono stati circa 250: pure in questo caso siamo nella media.  Ma anche in questo caso non mancano le lamentele. La scala avrebbe bisogno di qualche ritocco, ma a far indispettire molti è il fatto che l'orologio realizzato nel 1390 non funziona.  «Sono salita volentieri - spiega un'insegnante fiorentina - anche perché volevo vedere in funzione il meccanismo. Avevo letto che è del 1754, volevo mostrarla ai miei nipotini. Ma siamo rimasti delusi. Speriamo che gli amministratori provvedano alle riparazioni».  Da tempo non funziona neppure l'orologio del mercato del Carmine. Le lancette sono ferme, ma nessuno in Comune prende a cuore la situazione.

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