Il Tirreno

Lucca

Gli sforzi degli imprenditori non trovano sostegno nell’iniziativa dell’amministrazione

Terme tra rilancio e degrado

Paola Taddeucci
A sinistra Paolo e Ida Mazzei, al centro la strada tutta buche, a destra un edificio transennato
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A sinistra Paolo e Ida Mazzei, al centro la strada tutta buche, a destra un edificio transennato

Fiorisce l'attività dei privati, ma pesa l'assenza del Comune

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 BAGNI DI LUCCA. Un miracolo. Così Paolo Mazzei, amministratore unico degli stabilimenti termali Varraud e dell'Albergo delle Terme che si trovano in cima al colle di Corsena, sopra Ponte a Serraglio, definisce il successo riscontrato dalla sua attività. Che continua a salire e viaggia, anche quest'anno, con il segno positivo: 8% di presenze in più a cure e trattamenti, incremento del 5% all'hotel.  «Lo definisco un miracolo - spiega Mazzei - perché siamo tra due fuochi che remano contro: da una parte la crisi mondiale, dall'altra la situazione di degrado a Ponte a Serraglio e a Bagni di Lucca. È un miracolo costruito da noi, grazie a una formula giusta. Cioè valorizzare al massimo gli spazi a nostra disposizione (gli stabilimenti termali sono di proprietà del Comune e Mazzei li ha in concessione dal 1999, ndr), rendendoli accoglienti e moderni, in modo da bilanciare quello che c'è all'esterno».  Dentro e fuori. «Insomma - prosegue Mazzei - noi siamo andati avanti e stiamo andando avanti, con continui investimenti, mentre fuori è rimasto tutto fermo, tra cantieri infiniti, strade mai sistemate, edifici ancora vuoti e fatiscenti. Peccato perché sistemare Bagni di Lucca non servirebbe soltanto alla nostra attività, ma a tutta la collettività e al Comune, che tra l'altro da sempre ha detto di voler fare delle Terme il fiore all'occhiello della cittadina. Chi viene e torna da noi, dopo i primi giorni non fa più caso ai ruderi e alle brutture che incontra all'esterno perché all'interno trova un altro mondo, completamente diverso. E su questo abbiamo puntato e puntiamo, cercando di migliorare sempre di più nelle offerte, negli arredi, nei dettagli».  Niente cambia. Quella di Mazzei è un'amara constatazione, peraltro già fatta da tempo. «Purtroppo - sottolinea - di anno in anno non cambia niente. Il Comune ha le idee poco chiare. Spende soldi in interventi qua e là senza portare a termine niente. E poi come sono stati spesi questi soldi? Ha restaurato inutilmente i vecchi edifici termali di San Giovanni e Docce Basse, quest'ultimo ancora non finito, che non hanno, a mio giudizio, alcuna possibilità di sviluppo. Un esempio sono i Bagni Bernabò, la cui ristrutturazione è terminata da oltre sei anni: sono ancora chiusi perché non c'è nessuno in grado di intraprenderci un'attività».  La strada. Per l'amministratore delle Terme e dell'Albergo, invece, i soldi potevano essere spesi in modo migliore. «Per sistemare la strada di accesso, ad esempio - spiega -. È piena di buche e non ha un bell'aspetto. Stiamo aspettando da anni che sia riasfaltata così da poter realizzare finalmente un parcheggio davanti all'albergo, ancora sterrato. Sa come rimediamo per evitare pozzanghere o altro? Ogni anno portiamo camion di ghiaia, così ce la caviamo alla meglio».  I marmi abbandonati. Un'occasione mancata, per Mazzei, è poi il rifacimento del piano terra degli stabilimenti Varraud. Piena di storia e di fascino, con bellissimi pavimenti e statue di marmo (caratteristica comune, peraltro, di tutti gli edifici termali di Bagni di Lucca), questa parte è al centro di un contenzioso tra i gestori e il Comune che dura da anni. E ancora non si risolve. «Noi abbiamo più volte dato la disponibilità a restaurare il piano, per il quale servirebbero circa 2 milioni di euro - informa Mazzei -. In cambio, però, abbiamo chiesto l'allungamento della concessione, che scadrà nel 2019. Voglio sottolineare che, da quando siamo entrati, abbiamo sistemato a nostre spese diverse parti delle Terme, investendo il 30% in più di quanto era stato preventivato. Ma eravamo disposti a spendere ulteriormente, se il Comune, tuttavia, ci veniva incontro». Della proroga alla concessione, però, non si è più parlato e ora sembra che il Comune voglia accollarsi il restauro del piano. «So - prosegue Mazzei - che ha presentato il progetto all'Unione Europea, ma non so a che punto sia».  La chiesetta rudere. Altro esempio di mala spesa - in questo caso imputabile, per l'amministratore delle terme, alla diocesi - è la chiesa di San Martino, che si trova proprio in una piazzetta accanto all'albergo delle Terme. Transennata da un numero imprecisato di anni e con un cartello di fine lavori datato 13 agosto 2008 (ma ormai arrugginito), la chiesetta poggia su un altro edificio fatiscente, quello che doveva essere la vecchia canonica. «Invece di finire la chiesa - dice Mazzei - c'è il progetto di sistemare la vecchia canonica. Spero solo che tolgano le transenne e il cantiere, così potrò rifare alla meglio, ovviamente a spese nostre, la piazzetta che potrebbe diventare bellissima, se tutto fosse restaurato».  L'albergo di Leopoldo. Di condizionali, a Bagni di Lucca, si può fare un uso illimitato parlando di occasioni sprecate. A dominare tutto il colle di Corsena, accanto alle Terme e all'hotel di Mazzei, c'è infatti quello che avrebbe potuto essere un gioiello architettonico e invece è un rudere. È l'Antico Albergo delle Terme, dove un tempo soggiornava il granduca Leopoldo di Toscana. L'unica novità di questi ultimi mesi è la transennatura dei muri che rischiavano di crollare su passanti e auto. Il resto - compreso il grande parco - è un ammasso di pietre ed erbacce che danno impietosamente conto della magnificenza passata di Bagni di Lucca. Per mascherare un po' questa vista non propriamente spettacolare - alcune camere dell'hotel si affacciano proprio sul rudere - lo staff di Mazzei, in testa la figlia Ida che è direttore generale, hanno ideato un sistema di illuminazione che di notte riesce a far sembrare bello quello che bello non è. Ed è utile in queste sere d'agosto, soprattutto il venerdì, per l'iniziativa "Sogno di una notte di mezza estate", un pacchetto di massaggi, bagni termali, aperitivo e cena accompagnato da una mostra d'arte.  «In questo caso - sottolinea Mazzei - il Comune si è comportato bene perché ci fornisce i fari, peraltro molto scenografici, che ci permettono di ottenere delle luci davvero particolari».  Antiche terme. Per quanto riguarda gli antichi edifici termali che si trovano lungo la via che sale verso gli attuali stabilimenti e l'hotel, Mazzei ne ha già fatto cenno. I Bagni San Giovanni - dove si dice che Heinrich Heine abbia preso spunto per scrivere il Reisebilder - sono ancora al punto di un anno e mezzo fa. Il restauro - costato al Comune 1 milione e mezzo di euro - dovrebbe essere finito, ma non sembra: non ci sono più transenne, ma nemmeno porte e finestre, così tutti possono entrare. Tutto appare in stato di abbandono. E il cartello del cantiere è sempre lì, in mezzo a un enorme ramo secco, anche quello rimasto da oltre un anno dopo che una frana colpì l'edificio. L'edificio delle Docce Basse, invece, è transennato. In restauro da diversi anni con una spesa di 2 milioni e 300mila euro, a luglio 2010 il sindaco Giancarlo Donati annunciò che l'inaugurazione sarebbe avvenuta nel 2011. Per il momento, però, date non ce ne sono.  Infine, per i Bagni Bernabò tutte le aste indette dal Comune per affidarlo in gestione sono andate deserte. Non è servito nemmeno dimezzare il canone d'affitto per stuzzicare l'interesse di qualche imprenditore. Intanto sono più di sei anni che l'edificio è vuoto, dopo essere stato restaurato con una spesa di 400mila euro.

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