Il Tirreno

Lucca

Sette persone in 15 metri quadri, il carcere scoppia

Rossella Lucchesi
Sette persone in 15 metri quadri, il carcere scoppia

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Situazione sempre più insostenibile nel carcere di San Giorgio, dove i detenuti vivono in stato di abbandono in celle sovraffollate e in un ambiente fatiscente, assolutamente antigienico, che spesso porta ad episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio. Del tutto insufficiente il personale per il regolare funzionamento del penitenziario, che pare un lager nel quale i malcapitati sono costretti a vivere in condizioni disumane e senza prospettive. I dati parlano chiaro. A fronte di 99 posti disponibili il carcere ospita 175 detenuti. Il 30% sono tossicodipendenti, il 50% stranieri (in prevalenza nordafricani e rumeni) e l'altro 30% è in attesa di giudizio.

Quattro detenuti rischiano o devono scontare una pena di 30 anni di reclusione per omicidio. Per i detenuti ci sono camere di non oltre 15 metri quadrati con un minimo di 3-4 persone fino a sette (il regolamento prevederebbe 9 metri a persona) e una doccia funzionante ogni cinquanta detenuti. I quali non hanno neppure aree di ricreazione e sono costretti a trascorrere le ore fuori dalle celle in angusti corridoi, sorvegliati da un solo agente ogni ottanta detenuti. Manca la palestra e la biblioteca è inagibile da anni a causa dello sfondamento del tetto.C'è il cortile per l'ora d'aria, ma è troppo poco. E si preclude la possibilità a tanti giovani recuperabili di studiare in vista di un futuro migliore. La pianta organica prevede 130 unità mentre se ne contano solo settanta, ovvero il 40,8% in meno. E il direttore opera ad interim coi carceri di Pistoia e Prato. «Un quadro assurdo - sottolinea il senatore Andrea Marcucci di ritorno dall'ennesimo sopralluogo -. Nonostante i ripetuti solleciti ai ministeri la situazione rimane invariata e ci troviamo di fronte ad un'emergenza che non lascia spazio all'ottimismo. E pone il San Giorgio sul triste podio dei peggiori penitenziari toscani, con un elevato livello di carenze strutturali. Non bastano certo i 17mila euro stanziati dallo Stato nel 2011 per risolvere la situazione del carcere: solo per un nuovo impianto idrico necessiterebbero oltre 40mila euro.

Serve maggiore attenzione e solidarietà da parte delle istituzioni che finora hanno fatto orecchie da mercante alle nostre richieste». Marcucci denuncia anche la mancanza di carburante per le auto di servizio che spesso servono per accompagnare i detenuti in ospedale. Senza parlare l'arretrato di un anno sui pagamenti dell'Eenl. Le poche note positive riguardano l'avvio a settembre di un corso teatrale curato dall'associazione Empa di Capannori, che si aggiunge a quello ormai consolidato di cucina, e l'installazione di due gazebi che consentiranno maggiore riservatezza nei colloqui con i familiari. «È fondamentale l'apporto di tutto il tessuto economico e sociale per dare dignità a chi deve scontare una pena e al luogo che li ospita - aggiunge la senatrice Manuela Granaiola -. Servono provvedimenti che rendano più vivibile il periodo detentivo, consentendo anche il reintegro nel mondo del lavoro».

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