Attenzione
Prezzi, esplode la guerra dell'ortofrutta
«Si risparmia con la vendita diretta», ma i commercianti contestano: «Non è vero»
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LUCCA. Ai ferri corti le associazioni dei coltivatori diretti da una parte e quelle dei commercianti e degli ambulnati dall'altra. Oggetto del contendere il prezzo dei prodotti dell'ortofrutta, propagandati come molto convenienti nella vendita diretta dal campo al consumatore o nei mercatini di "Campagna Amica". Un dato, quello fatto circolare anche in questi giorni della Coldiretti, che ha fatto insorgere i commercianti e gli ambulanti e, di conseguenza, le associazioni che li rappresentano: Ascom-Confcommerciio ed Anva Confesercenti. Le reazioni delle delle due associazioni seguono il comunicato diramato nei giorni scorsi dalla Coldiretti; una nota nella quale si stigmatizzava il fenomeno dei ricarichi praticati nella catena della distribuzione: secondo la Coldiretti i prezzi, pagati sempre meno nel campo, arriverebbero a far registrare aumenti fino al 400%, con esborsi sempre più cospicui per il consumatore. La colpa? Per l'associazione dei coltivatori è da attribuire soprattutto agli eccessivi passaggi all'interno della filiera dell'ortofrutta. Ma la Coldiretti è andata oltre, annunciando l'apertura all'Arancio del mercato di Campagna Amica ed esaltandone prezzi (con risparmi fino al 30%), qualità, genuinità e freschezza. Dati contestati dalle associazioni dei commercianti che vogliono vederci chiaro e chiedono con forza un tavolo di confronto e concertazione, informando che la decisione è stata persa dopo «una importante riunione organizzata da Ascom e rivolta agli operatori del settore ortofrutticolo, vale a dire negozianti al dettaglio e grossisti, che ha visto la presenza di numerose attività della Piana di Lucca». Tanti i temi affrontati e le problematiche riscontrate per un settore che, così come molti altri, sta attraversando un periodo di crisi. I commercianti presenti hanno cercato di analizzare le criticità emerse, concludendo con la richiesta accorata ai Comuni e, in modo particolare, ai vari corpi di polizia municipale, di effettuare maggiori controlli. «Nel corso della riunione, infatti, è stato evidenziato - dice l'Ascom - come le ragioni della crisi non siano da ricercarsi soltanto nella concorrenza della grande distribuzione, ma anche in quella dei venditori abusivi. Nella fattispecie, gli operatori ortofrutticoli puntano l'indice contro coloro che, pur in possesso di una licenza per la vendita itinerante, stazionano con i loro furgoni nelle piazzole a lato delle principali vie di scorrimento, nonostante la legge non glielo consenta. Tutto questo a causa della mancanza di controlli adeguati». Altra questione dibattuta è stata quella dei mercati contadini: sotto questo punto di vista, gli operatori non contestano l'idea in sé, ritenuta anzi meritevole, ma chiedono che vengano messi in vendita solo prodotti effettivamente coltivati dai venditori. «Il problema, emerso sulla base di alcune indagini condotte dai negozianti - aggiunge l'Ascom - è che ad esser messi in vendita in certi casi sono prodotti acquistati dai grossisti e poi rivenduti. Temi resi ancora più d'attualità dall'intervento della Coldiretti che parlava di ricarichi indiscriminati da parte dei negozianti ortofrutticoli. Ieri incaricati dell'Ascom Confcommercio, su richiesta degli operatori, hanno effettuato un'altra serie di verifiche sul mercato contadino dell'Arancio: «Abbiamo riscontrato - sostiene l'Ascom - come i prezzi praticati siano uguali, a volte superiori rispetto a quelli dei negozi». Più tardi si è tenuta una nuova riunione a Palazzo Sani, sede dell'associazione dei commercianti, alla quale hanno preso parte il presidente Ademaro Cordoni, il direttore Rodolfo Pasquini, il responsabile sindacale di settore Vittorio Bini e rappresentanti dei commercianti ortofrutticoli al dettaglio e all'ingrosso. Durante l'incontro è stato fatto il punto della situazione e si è deciso di chiedere un tavolo di concertazione con Coldiretti. Che per il momento risponde per le rime: «Chi parla non sa quello che dice - replica a caldo il direttore provinciale della Coldiretti, Francesco Ciarrocchi -. Teniamo sotto controllo i nostri mercati. Per quanto riguarda i prezzi, i nostri dati fanno riferimento al sistema Sms consumatori (il sito internet: www.smsconsumatori.it) del ministero delle politiche agricole e forestali: rispetto a questi, i prezzi da noi praticati sono più bassi del 30%. «Di sicuro non sono mai superiori a quelli del dettaglio. Per la qualità dei prodotti, nei mercati contadini sono presenti informazioni puntuali sulla provvenienza che indicano addirittura la singola azienda da cui arrivano. Comunque - è la conclusione -, se qualcuno ha elementi circostanziati che provano il contrario, l'invito è a segnalarci ogni episodio. «Noi in ogni caso, se ne veniamo a conoscenza, espelliamo dal mercato contadino ogni produttore che si pone in contrasto con il regolamento disciplinare volontario, sottoscritto dalla fondazione Campagna Amica. «Per il momento dai controlli a campione non risultano violazioni». ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 10 E 11
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