Sicurezza
Rifiuti, lex assessore Manconi accusa palazzo Ducale e giunta Del Ghingaro
È un cattivo esempio di politica
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Corteo a difesa dei Poderacci 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Apre una profonda riflessione l'intervento di Piero Manconi, ex assessore di centrosinistra della Provincia. Accusa palazzo Ducale e comune di Capannori di immobilismo e scelte non fatte. Con la conseguenza, dice Manconi, che la querelle sul compostaggio tra due amministrazioni di centrosinistra dimostra come «il distacco tra gli interessi della casta politica e quello dei cittadini sia incolmabile e solo una forte indignazione-sollevazione dal basso possa ripristinare la politica al servizio dei cittadini e non di se stessa». Manconi ricorda che la Provincia «ha (aveva) il compito, con il Piano di decidere metodi e sistemi di raccolta e trattamento, decidere e localizzare gli impianti necessari. I comuni, associati nell'Ato hanno (avevano) il compito, attraverso il piano industriale, di dare seguito alla realizzazione del piano e alla realizzazione degli impianti. Il piano provinciale e il piano industriale erano efficaci dal 2005 e si poteva, si doveva operare. L'impianto di compostaggio era stato previsto a Salanetti perché la Piana doveva, con un impianto, riequilibrare il peso territoriale degli impianti previsti in grande misura in Versilia. Il Piano per questo prevedeva il compostaggio sulla Piana, i comuni coordinati dalla Provincia indicarono d'accordo dopo un percorso tecnico politico,il sito di Salanetti. L'impianto beneficiava di un finanziamento a fondo perduto giacente al ministero del tesoro e proveniente dall'ex Clit. L'Ascit fu incaricata della realizzazione e approntò un progetto esecutivo che superava così i vincoli della pericolosità idraulica presenti sul sito e non impeditivi. Nel 2004 ci furono le elezioni comunali a Capannori e in modo inopinato Del Ghingaro dichiarò, senza nemmeno consultare i partiti che lo sostenevano, che non avrebbe realizzato l'impianto a Salanetti. Purtroppo ha mantenuto la promessa». E così, dice Manconi, la comunità provinciale subisce la mancanza di un impianto fondamentale al ciclo complessivo e in grado di economizzare la gestione dei propri rifiuti e renderla ambientalmente compatibile. «Il danno economico e ambientale è evidente: l'Ascit ha pagato all'ing. Surace il progetto su Salanetti, il finanziamento di circa 6 milioni di euro non è stato utilizzato, i tir della raccolta differenziata dell'organico lucchese girano per la Toscana e per l'Italia alla ricerca di un impianto di compostaggio che li accolga. Questo comporta il rischio che ancora una volta la Lucchesia si ritrovi in emergenza con i rifiuti sulle strade. La Provincia negli ultimi cinque anni, visto l'atteggiamento negativo e istituzionalmente non collaborativo di Capannori, poteva imporre la realizzazione dell'impianto con un commissariamento nell'interesse pubblico, non perdere il finanziamento e non far lievitare la tariffa. Oppure poteva fare una variante stralcio al Piano provinciale e decidere un'altra localizzazione in altro comune della Piana. Oppure, se vi fosse stato accordo con la Versilia, localizzare l'impianto presso Pioppogatto a Massarosa. Evidentemente nel primo mandato di Baccelli hanno prevalso altre logiche legate più a interessi di autoconservazione che non l'interesse pubblico. Oggi la Provincia sembra avere deciso di fare sul serio, si sente di poter fare oggi quello che doveva fare ieri, con il piccolo particolare che i buoi sono fuori dalla stalla e il danno per la comunità è stato fatto». Intanto i partiti del centrosinistra lucchese inviato Provincia e comune di Capannori ad attivare subito un tavolo per arrivare entro metà settembre a una soluzione.
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