Lutto
Allattacco la Slp Cisl: «Persi 35 posti, aumentano i disservizi»
«Uffici postali chiusi per le ferie l'azienda non rimpiazza gli assenti»
Barbara Antoni
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Un ufficio postale del territorio 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Uffici postali distaccati chiusi «per motivi tecnici» (a volte è comparso un cartello con questa scritta). Così, chi avrebbe dovuto riscuotere la pensione, o pagare una bolletta, ha dovuto fare marcia indietro, e spesso anche chilometri per trovare uno sportello aperto. «Una situazione inaccettabile», tuona la Slp Cisl. Marco Tortelli, il suo segretario provinciale, sferra l'attacco. Il problema, spiega, è «sempre la carenza di organico. Negli ultimi due anni sono andati in pensione 60 impiegati di sportello sul territorio provinciale. Ne sono stati reintegrati 25, e l'azienda continua a dire che il personale è in esubero. In estate oltretutto, con le ferie, non vengono assunti impiegati a termine, e il risultato è che molti uffici distaccati, rimasti con un unico addetto, chiudono se lui va in ferie. Negli uffici più grandi, il personale diminuito ma la mole di lavoro sempre ingente, fa andare il lavoro in tilt». Gli uffici distaccati finora più coinvolti dalla carenza di personale (e rimasti anche chiusi, senza informazione preventiva ai cittadini) «si trovano prevalentemente nel Capannorese e in Mediavalle - continua il sindacalista -. Come quelli di Ponte all'Ania, Filecchio, Tereglio, Piegaglio, Pascoso, anche Bozzano e Fornoli. Ma anche sul territorio lucchese le cose non vanno molto meglio. A Ponte San Pietro, dove si consegnano anche le inesitate dell'Oltreserchio, il personale è ridotto ai minimi termini. E lo sportello Pt-business (quello per le imprese, ndr) in via Romana a Lucca chiuderà completamente dal 16 al 27 agosto». Nei guai, aggiunge Tortelli, c'è anche il recapito. «Vista la quantità di ferie che Poste invita i portalettere a consumare la settimana prima di Ferragosto - spiega -, c'è da aspettarsi che in quei giorni ci vedremo arrivare a casa ben poche lettere. Anche nel recapito la carenza di personale è forte, non vengono sostituite le maternità e le lunghe malattie. È solo grazie alla professionalità degli addetti se si può garantire un servizio decoroso». E, sempre i portalettere, stanno protestando con l'azienda per via dei buoni pasto. Prima, dice il sindacalista, «avevano i normali ticket-restaurant. Ora hanno una carta di credito prepagata, la postpay-lunch per la quale però pochi esercizi sono abilitati. Succede così che quando vanno a mangiare nella pausa, si devono pagare quello che consumano. E il rimborso chissà quando arriverà».
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