Attenzione
Guerra di nervi tra Favilla e Pdl
Ilaria Bonuccelli
L'ingresso di Dinelli nell'esecutivo al centro del braccio di ferro
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LUCCA. Ora comincia l'attesa. Prima di prendere una posizione ufficiale, il Pdl aspetta il documento che il sindaco annuncia da lunedì ai vertici regionali. Dopo il colloquio con Riccardo Migliori, Mauro Favilla si è impegnato a mettere «subito» nero su bianco l'accordo di fine mandato. Ma ieri pomeriggio ancora non era stato consegnato. In realtà, quello che sindaco e Pdl hanno da dirsi già è noto: Favilla vuole completare la giunta inserendo Maurizio Dinelli, capogruppo di FL; il partito di maggioranza relativo gli ha ricordato che è contrario. E che questa non è la posizione di un paio di esponenti - il capogruppo Giancarlo Ramacciotti e il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri - ma della maggioranza del Pdl. Favilla registra, ma va avanti per la sua strada. Ribadendo, in una mail inviata qualche giorno fa proprio ai vertici del Pdl, che se non condividono l'impostazione hanno sempre un'alternativa: creare una nuova maggioranza, una sorta di "grosse koalizion" recuperando il movimento di Governare Lucca di Piero Angelini e magari allargandosi pure verso il Pd, includendo alcuni esponenti come Andrea Tagliasacchi. In parole povere, Favilla insiste con il Pdl di pretendere una maggioranza consiliare certa di almeno 21 voti. Altrimenti, per non far commissariare palazzo Orsetti è pronto a farsi da parte e a consentire al Pdl di cercare un vicesindaco esterno che, con una maggioranza diversa da quella attuale, porti in fondo la legislatura. Con altrettanta chiarezza, il Pdl risponde a Favilla che la legislatura si finisce con lui a capo dell'amministrazione o non si finisce affatto. Altre possibilità il partito non le contempla. Questo conferma che le divergenze non sono appianate. Anzi. Al Pdl non va giù l'atteggiamento tenuto dal sindaco negli ultimi mesi: prima avrebbe preteso di trattare il rilancio dell'amministrazione (con relativo rimpasto di giunta) direttamente con i vertici regionali per non dover più avere a che fare con le tante, troppe, posizioni assunte dal gruppo consiliare; poi, una volta che la trattativa è stata presa in mano da Massimo Parisi e da Riccardo Migliori, avrebbe ricominciato i colloqui con ciascun consigliere comunale del Pdl. Probabilmente per trovare una sponda alla nomina di Dinelli in giunta. «A questa indicazione, però - evidenzia Maurizio Allegrini, consigliere del Pdl - siamo contrari in molti nel partito. Favilla si era impegnato a non prendere decisioni sul completamento della giunta che non fossero concordati con i vertici dell'alleato più importante della sua maggioranza. E, soprattutto, si era impegnato, nella rivisitazione dell'esecutivo, a rispettare i rapporti di forza fra i vari partiti. A questo impegno derogherebbe, concedendo un secondo assessore a FL». Se ci saranno sviluppi, si vedrà oggi: Favilla, infatti, ha convocato alcune riunioni per incontrare sia i partiti che i gruppi consiliari del centrodestra. Sapendo che le fibrillazioni non riguardano solo il Pdl. Nell'Udc, ad esempio, ci sono molti malumori per la riconferma, data per scontata, dell'assessore Antonino Azzarà. Il partito lo sa ma, a pochi mesi dalla fine del mandato, non ha intenzione di spendere un altro esponente. In questa ottica è possibile (anche se non scontato) che il Pdl si pieghi all'ingresso di Dinelli in giunta. Considerando questo ultimo "sgarbo" come l'elemento di distacco definitivo. Al sindaco non sembra importare molto anche perché, dopo quello che ha passato nell'ultimo anno e mezzo di legislatura, non ha alcuna intenzione di ricandidarsi.
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