La manifestazione
Consorzio di bonifica
Gestione diretta delle risorse per la sicurezza idraulica
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LUCCA. I conti in sospeso superano i 10 milioni. Solo un terzo potrà essere pagato in tempi brevi. Per gli altri, la liquidazione rischia di slittare al 2012. Eppure - spiega Ismaele Ridolfi, presidente del consorzio di bonifica Auser-Bientina - la situazione potrebbe migliorare, almeno per i lavori di messa in sicurezza idraulica. La soluzione è semplice: basterebbe far gestire le risorse al consorzio di bonifica che non è sottoposto al patto di stabilità. «La semplificazione dell'iter burocratico è una delle risposte alla crisi dell'economia locale. Le modalità attuali di assegnazione dei finanziamenti per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua ad enti locali - insiste - è un aggravio della procedura, non solo perché aumenta il numero dei passaggi di carte (dalla Regione o dallo Stato alle Province o ai Comuni e ai consorzi di bonifica), ma anche perché gli enti locali sono sottoposti al patto di stabilità». Al contrario - osserva Ridolfi - se «le risorse per la sicurezza idraulica venissero assegnate direttamente ai Consorzi di bonifica, non solo si avrebbe un unico passaggio burocratico ma soprattutto le opere sarebbero pagate alle aziende nei tempi concordati. Noi gestiamo lavori per oltre 10 milioni, ma abbiamo potuto effettuare pochi pagamenti proprio perché passano attraverso enti che rientrano nel patto di stabilità». Oggi - aggiunge il presidente - si può modificare la situazione «sfruttando la riforma sulla difesa del suolo che la Regione sta predisponendo. La finalità del provvedimento è anche di rendere più veloci i tempi di realizzazione delle opere e i pagamenti». Con questo nuovo Testo unico, perciò - conclude Ridolfi - si dovrebbe attribuire «al consorzio di bonifica la realizzazione delle opere individuando un unico riferimento per la programmazione e controllo (Autorità di bacino, Regione, Provincia)».
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