Il dolore
COREGLIA. Anche la riscossione del trattamento di fine rapporto è in bilico per ...
Barbara Antoni
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COREGLIA. Anche la riscossione del trattamento di fine rapporto è in bilico per i settanta operai della Cavani Co.mo.ter, azienda di costruzioni e movimento terra con l'attività al momento sospesa per problemi di liquidità di cassa. Ieri la Filca Cisl, con il segretario provinciale Vincenzo Cinquini e Stefano Viviani della categoria, hanno incontrato i lavoratori, la mattina a Castelnuovo e nel pomeriggio a Fornaci di Barga. «Gli operai - spiegano i sindacalisti - hanno riempito i moduli per richiedere i soldi che l'azienda deve loro: cinque mensilità arretrate, fra il 2011 e il 2010. Per alcuni operai, alle dipendenze della Cavani da vent'anni, pesa oggi un'incognita sul pagamento della liquidazione». Il primo obiettivo dei sindacati è ottenere «la cassa integrazione speciale per i lavoratori, oltre agli stipendi arretrati», aggiunge la Cisl. E a settembre «cominceremo a premere perché l'azienda faccia istanza di concordato al tribunale, unica possibilità per garantire ai lavoratori il cento per cento delle spettanze». «Lavoreremo per mettere su un tavolo e discutere della crisi dell'azienda, che ha sì crediti verso enti locali per cui ha eseguito lavori, ma anche un grosso patrimonio invenduto, di appartamenti costruiti a Querceta, La Spezia e Cecina», dice Cinquini. La vicenda della Cavani, scoppiata, è l'ultimo tassello di un quadro desolante del lavoro in Garfagnana. Negli ultimi mesi le crisi si sono susseguite: dallo scatolificio Corsonna di Barga, alla nota vicenda di Se.Ver.A. e collegate, all'Alumi.l di Borgo a Mozzano che ha chiuso, all'Alce ancora in bilico, agli stabilimenti dove si imbottiglia l'acqua Azzurrina a Careggine. Queste le aziende più conosciute, alle cui crisi si legano quelle di «tante piccole aziende che lavorano nell'impiantistica civile», chiude Cinquini.
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