Il Tirreno

Lucca

I sindacati contestano la politica dei tagli

Coop delle farmacie all'Asl a rischio dieci posti di lavoro

Marco Lorenzetti

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 LUCCA. Arischio il futuro di 10 dei 15 lavoratori delle cooperative operanti nelle farmacie ospedaliere di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana. L'allarme è stato lanciato dai sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl, in seguito al rifiuto dell'apertura di un tavolo di confronto, sia da parte dell'amministrazione dell'Usl 2, sia da parte di Estav, azienda pubblica che riceverà la competenza del servizio. L'unico obiettivo sembra il risparmio, per cui sarebbe indispensabile procedere a licenziamenti. Il direttore amministrativo di Estav aggiunge inoltre che, da parte dell'azienda, «è già stato fatto tutto quello che si poteva fare negli incontri tenuti alla direzione provinciale del lavoro, oltre un mese fa». In quell'occasione, l'azienda ottenne il posticipo per la partenza del servizio di soli due giorni, dal 4 luglio al 6 luglio, utili per l'assunzione di 3 lavoratori da parte della Logipharm, società rilevatrice che attualmente gestisce anche il rifornimento dei farmaci all'interno delle farmacie ospedaliere. Per Umberto Marchi, Filcams, «Lucca è l'apripista per questi tagli: il modo con cui si troverà la soluzione sarà importante anche per tutta Toscana».  A Lucca, per il sindacato non tutto infatti sembra quadrare nella gestione dl servizio: «Dalle 172 ore si è passati a 90, divise su 3 persone assunte dalle 3 cooperative già operanti, con una media di 30 ore a testa. Per garantire il servizio però, si sono dimostrate necessarie ore di straordinario, fino a raggiungere una quota complessiva di 150 -160 ore. Da qui, i dubbi sui tanto proclamati risparmi, visto che le ore lavorate raggiungono quasi le 172 previste in precedenza». Anche il fatturato presentato da Logipharm ad Estav è più del previsto. Di conseguenza, secondo i sindacati «la politica di Estav è stata tagliare la gente e non le ore. Chi è rimasto deve lavorare all'inverosimile, e il servizio neppure funziona a dovere: farmaci che prima arrivavano in reparto in ore decenti, ora arrivano con ritardi incredibili con probabili danni per il servizio dato ai pazienti». Per Marchi addirittura «ci sono i margini per l'assunzione di un altro lavoratore che andrebbe a recuperare le ore di straordinario, strappando un lavoratore alla cassa integrazione».

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