Il Tirreno

Lucca

Concorso di Google, bimbi in finale

Il bozzetto realizzato dai bimbi della scuola elementare di Gramolazzo
◗
Il bozzetto realizzato dai bimbi della scuola elementare di Gramolazzo

Sono gli alunni di Gramolazzo. Per farli vincere, occorre votarli on-line

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNUOVO. La scuola elementare di Gramolazzo è arrivata in finale al concorso indetto da Google dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia.  Un risultato già eccezionale, ma che naturalmente si può migliorare.  E tutta la Garfagnana può dare il suo contributo a questa gara di livello nazionale. In che modo? Attraverso il voto on-line, che può far vincere all'istituto comprensivo di Piazza al Serchio venticinquemila euro in attrezzature.  Il bozzetto è stato disegnato dalla scuola elementare di Gramolazzo e scelto dagli esperti tra i trenta bozzetti arrivati alla selezione finale, tra quelli di Doodle nel concorso lanciato con la denominazione "Google 150º Unità d'Italia - Come saremo tra 150 anni".  Ora, c'è da dire che vincerà quello che sarà maggiormente votato dal pubblico.  Per votare si deve andare sul link di Google dedicato al concorso per le scuole (http://www.google.it/intl/it/doodle4google/2011/vote.html‰d=d3-3), cliccare sulla categoria Elementari e votare il Doodle "L'Italia ama la terra" che è il bozzetto di Gramolazzo sul quale è raffigurato un trattore arancione con i contadini e i prodotti della terra per un futuro ecologico, così come lo vedono i bambini della scuola elementare attualmente in lizza.  I bambini di Gramolazzo sfidano le scuole di Cernusco sul Naviglio (Milano), in finale con due lavori, quelli di Parabiago (Milano), di Mosciano S. Angelo (Teramo), di Corigliano Calabro (Cosenza), di Osimo (Ancona), di Porto San Giorgio (Fermo), di Ponte Ronca (Bologna) e Torino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze