Gioco
Ancora un furto al bar Trio, bottino di migliaia di euro
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Se non è un record, poco ci manca. Ma è un primato del quale farebbero volentieri a meno i titolari del bar Trio in via per Camaiore a Monte San Quirico derubato per l'ennesima volta. La sesta in pochi anni. E stavolta il bottino è davvero ingente. Non meno di 50mila euro, forse di più: «Per quei malviventi è come aver fatto una rapina in banca, per noi un colpo terribile. Siamo disperati» dicono affranti nel locale. La speranza è che la polizia acciuffi la banda. Composta, stando alle immagini riprese dalle telecamere a circuito interno, da tre persone. Tre uomini robusti che nei giorni precedenti il colpo (messo a segno l'altra notte) avevano frequentato a lungo il bar. Vestiti con cura, sempre gentili e educati. «Lunedì sono rimasti qui un'ora, fingendo di essere turisti. Avevano anche una valigia, ci hanno detto di essere visitatori in procinto di lasciare Lucca dopo un breve soggiorno - raccontano al bar Trio -. Guardando i video, si vede bene che con una bomboletta mettono fuori uso il sistema di sorveglianza. Avevano avuto il tempo di studiare tutto nei minimi dettagli». Difficile al momento capire di che nazionalità siano i ladri. Tra chi li aveva sentiti parlare c'è discrepanza di vedute: chi dice italiani del sud, chi rumeni, chi spagnoli. Fatto sta che la banda ha atteso che venissero spente le luci ed è entrata in azione. Con una scala rubata a un agricoltore che abita in zona i malviventi sono saliti sul tetto e lo hanno sfondato. L'allarme era stato messo ko, la sirena è rimasta spenta e nessuno si è accorto di niente. Un gioco da ragazzi, quindi, prendere d'assalto le dieci slot machine e le macchinette cambiasoldi, danneggiarle (al punto che dovranno essere ricomprate) e prendere i soldi dalle casse. Tanti. Migliaia di euro, che sommati alle riparazioni per rimediare alle devastazioni fanno salire il conto a una cifra molto elevata. Un duro colpo per Mario Consigli e Katia Colombini, gestore e contitolare del bar Trio. Che avevano installato da tempo sofisticati sistemi antifurto, porte blindate e vetri antisfondamento. Precauzioni risultate inutili. E ora si fanno largo rabbia e disperazione. «Ci siamo accorti del furto alle 5 del mattino - raccontano al bar - e non è rimasto altro che chiamare il 113. Qualcuno giura di aver visto nelle prime ore del mattino tre tipi sospetti scappare verso il torrente Freddana e poi salire su un pick up». Potrebbe essere un indizio per gli investigatori della questura, impegnati in questa caccia all'uomo. Il bar Trio è entrato nel mirino dei ladri che nel corso degli anni si sono impossessati a più riprese di migliaia di euro. «In questa zona servirebbero maggiori controlli - è l'opinione raccolta nel locale e condivisa da molti clienti -. Magari non tutte le notti, ma almeno qualche volta a settimana farebbe piacere vedere le auto delle forze dell'ordine passare di qui».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
