Il Tirreno

Lucca

In questo momento, l’amministrazione può saldare circa il 50% delle fatture messe in liquidazione

Lettera di credito per le imprese

Ilaria Bonuccelli
Un cantiere di lavori pubblici e sotto la sede della Cassa edile
◗
Un cantiere di lavori pubblici e sotto la sede della Cassa edile

Ritardi nei pagamenti dei lavori pubblici, convenzione tra Comune e banche

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. I tempi di pagamento oscillano fra 6 e 8 mesi. L'attesa è lunga. E il Comune, per evitare di mandare in crisi le ditte dei lavori pubblici, propone alle imprese, come alternativa momentanea ai contanti, una convenzione sottoscritta da alcune banche. Si tratta di un accordo che serve a garantire ai privati un anticipo di cassa o un'apertura di credito, in attesa della liquidazione delle fatture. In pratica, l'impresa che non viene pagata in tempi rapidi per i lavori pubblici effettuati può ottenere dal Comune una certificazione che attesti il credito vantato. Con questo atto, l'imprenditore si presenta in banca e ottiene, a tassi agevolati, un'anticipazione (fino a 12 mesi), un credito pari anche al 100% della somma da riscuotere.  Questa convenzione - precisa il Comune - è stata studiata, dall'ex assessore alle finanze, Luca Leone, in base a un decreto ministeriale sull'accelerazione dei pagamenti da parte degli enti locali. E quest'anno come mai sembra rivelarsi utile, visto che l'irrigidimento dei parametri del patto di stabilità ha ridotto ulteriormente i margini di manovra (e di spesa): Palazzo Orsetti, ad esempio, in questo momento ha in pagamento lavori per circa 4-5 milioni e salda le fatture messe in liquidazione a marzo per lavori realizzati a inizio anno. Ma non ci sono soldi per tutti, non subito almeno. Infatti, l'amministrazione riuscirà a pagare circa la metà dei conti che ha ancora in sospeso. Una situazione difficile ma - come fanno notare gli uffici - non delle peggiori. Il Comune, infatti, anche se a ritmo rallentato qualcosa riesce a liquidare «mentre ci sono altri enti che si sono proprio fermati». La Provincia, ad esempio, per evitare la paralisi - oggi può saldare circa 230mila euro a fronte di oltre 5 milioni di lavori messi in liquidazione - ha deliberato, in deroga momentanea al patto di stabilità, di utilizzare 3,5 milioni per sostenere le imprese che vantano crediti nei confronti dell'ente. Entro fine mese stabilirà i criteri per individuare le imprese da pagare con urgenza, anche se ha già deciso di dare la priprità a quelle che potrebbero mettere a casa gli operai per mancanza di liquidità.  Ma se è complicato il rapporto fra aziende del settore edile e pubbliche amministrazioni, diventa drammatico quello fra ditte e committenti privati. Tanto che - sostiene il geometra Raffaello Mori di Mr Project management, società di servizi alle imprese - è «necessario individuare un contratto tipo e un servizio di assistenza legale a basso costo per le ditte. Che quando hanno a che fare con i privati quasi mai riescono a farsi pagare il conto per intero». Il problema - spiega il geometra - è semplice: spesso i privati non pagano i lavori contestando che non sono eseguiti a regola d'arte. «Nella maggior parte dei casi è solo una scusa per mandare il pagamento alla lunga e per evitare di saldare la fattura per intero. Infatti, la contestazione implica l'apertura di un contenzioso che dura come minimo un anno. A quel punto, le ditte accettano di essere pagate meno, pur di poter riscuotere. E così si crea un circolo vizioso deleterio nel quale a rimetterci sono sempre le imprese». Problemi analoghi si verificano anche se la ditta decida di ricorrere subito alle vie legali: «Per mandare un'ingiunzione, infatti - riprende il geometra - la spesa minima è di 3mila euro, compreso il legale. Se poi la controparte resiste, si avvia un contenzioso che senza fine. Ecco, quindi, che dovrebbe intervenire in qualche modo la Cassa edile. Da una parte dovrebbe ospitare un servizio di assistenza legale che i soci finanzierebbero versando annualmente una quota di iscrizione maggiorata magari di 50 euro; dall'altra dovrebbe istituire un collegio di tecnici accreditati che, in caso di contestazione dei lavori, valutino l'opera. Al tempo stesso il legale dovrebbe occuparsi del recupero del credito con aggravio dei costi sostenuti». Non solo. Mori - a nome degli artigiani del settore - propone anche che «i pagamenti non vadano oltre i 30 giorni: in caso contrario, scatterà la sospensione dell'intervento. Certo tutto sarebbe più facile se alla Cassa edile venisse anche istituito un ufficio presso il quale il committente versi un deposito cauzionale, come condizione essenziale per l'inizio dei lavori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa