Sicurezza
Economia locale, summit in prefettura
Barbara Antoni
Categorie convocate a settembre. Confartigianato: sempre più ditte in crisi
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LUCCA. Categorie economiche convocate il 20 settembre dal prefetto per fare il punto sugli scenari che si prospettano nel breve e medio periodo. A varie associazioni la lettera di invito è arrivata ieri mattina. È la prima volta, a memoria delle categorie, che un incontro dal prefetto verte su questo tema. E individuarne le motivazioni, vista la situazione attuale, sembra quasi scontato. Purtroppo, scontato. È la crisi diffusa nei vari settori di attività, tra cui edilia e costruzioni in genere, ma anche sottosettori collegati come impiantistica o serramenti. Soffrono le grandi aziende ma anche le piccole. Tutte con lo stesso problema: la riscossione dei crediti vantati, soprattutto verso gli enti pubblici (ingessati nella capacità di spesa dal patto di stabilità) ma anche verso privati. «Le aziende - spiega il direttore di Confartigianato Roberto Favilla - hanno difficoltà a riscuotere. Le creano le pubbliche amministrazioni ma anche i privati. E ci si mettono anche le banche: una volta si potevano portare all'incasso salvo buon fine le fatture con i crediti vantati. Adesso le banche non scontano più le fatture, perché non c'è sicurezza che vengano saldate». Ma a fronte di una liquidità di cassa sempre più esigua, «le aziende devono fare fronte a pagamenti di materie prime nell'immediato. Nel suo insieme il fenomeno è preoccupante. Ci sono aziende che hanno richiesto la cassa integrazione per i dipendenti, riservandosi di vedere entro fine anno la situazione come si svilupperà. Arrivati a quella scadenza, se lo scenario non migliorerà, potrebbero anche decidere di chiudere». A questi problemi si aggiunge il disorientamento generalizzato della gente, che è preoccupata e non si azzarda più a fare anche i piccoli lavori in casa come prima. Così per le aziende delle costruzioni le commesse calano ulteriormente», continua Favilla. Il direttore di Confartigianato si aurgua che il governo centrale «vari musure a favore delle piccole imprese. Probabilmente ha mandato i prefetti a sondare le situazione». E lancia una proposta alle banche. «Agli istituti di credito - dice - dovrebbe bastare la dichiarazione dell'impresa che il lavoro è stato eseguito per anticiparle i soldi. Con queste liquidità a disposizione, le aziende potrebbero tirare un sospiro di sollievo». Probabilmente questa situazione indecisa, questo punto interrogativo sul futuro, hanno avuto ripercussioni anche sulla programmazione delle ferie. «Molte aziende sono aperte - conclude Favilla -, perché non sono per niente tranquille».
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