Il Tirreno

Lucca

«Va scoperto e punito chi lascia liberi animali che possono uccidere»

Domenico Tani
Pierotti
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Pierotti

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LUCCA. La notizia della cattura del grosso boa "Imperator constrictor", che da alcuni giorni si aggirava sulle colline del Compitese, tra Castelvecchio e Colle, ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli abitanti della zona.  Per molti è finito un incubo, perché in mezzo al verde che porta fino al Rio la Visona a Castelvecchio sono in molte le persone che si recano a passeggiare in cerca di un po' di fresco. La zona è bella e tranquilla, con una vegetazione rigogliosa: tante famiglie la frequentano per portarvi anche i bambini alla ricerca delle more.  «Solo a pensare che in quell'are c'era questo enorme rettile - commenta Valeria Pierotti di Castelvecchio - mi vengono i brividi. È una zona dove mi reco molto spesso a passeggiare insieme ai nipoti per cogliere le more che si incontrano lungo la strada. Arriviamo fino al Rio la Visona alla ricerca di un po' di refrigerio».  «Sicuramente questo rettile - aggiunge Alfo Andreini - è stato abbandonato da qualcuno senza troppi scrupoli. Forse si era stancato di tenersi in casa un serpente di oltre due metri e mezzo e quasi trenta chili di peso, così non ha trovato di meglio che disfarsene in questa zona densamente popolata. Sono atti criminali. Se uno vuole disfarsi di un animale così pericoloso dovrebbe rivolgersi allo zoo od altre strutture competenti».  Tra la gente è ancora vivo il ricordo del ritrovamento di un altro serpente, in questo caso un pitone, che girava lo scorso anno, sempre ad agosto, nella zona di Ruota. Anche quello fu catturato dai volontari dell'Anpana.  Qualcuno fa notare che i ritrovamenti di rettili esotici di queste dimensioni nel periodo estivo sono troppo frequenti e sospetti.  C'è chi pensa anche che ci sia chi si diverte a creare allarme. C'è chi conosce qualche collezionista e si chiede se e quali controlli ci siano.  Certo è che il ripetersi di episodi di caccia al serpente rendobo diffidenti e guardinghi.  «Abito nella zona vicino a quella in cui è stato ritrovato il boa - dice Giovanna Cecchetti -. L'accaduto mi angoscia: sono solita andare a fare delle passeggiate in compagnia di altre amiche, ma a volte nel bosco vado anche da sola. Passeggiare nel verde, oltre a rappresentare uno svago, fa bene anche alla salute. Sapere però che puoi fare certi tipi di incontri ora spaventa».  C'è anche chi cerca di sdramatizzare la cosa mettendola sullo scherzo.  «Tutte le volte che vengo nella casa di campagna a Colle - dice Antonio Licheri di Lucca - trovo novità stravolgenti. La scorsa estate fu catturato pitone di notevoli dimensioni. Quest'anno un boa, ancora più grosso. Di questo passo dovrò attrezzarmi per la caccia grossa».  Ma in genere prevale la rabbia. La gente vorrebbe che chi lascia liberi i rettili fosse individuato e punito secondo legge e si chiede come sia possibile che non esista una normativa più rigida per chi vuole tenere i serpenti e perché non sia obbligatorio almeno l'anagrafe e l'applicazione di microchip che consentano di sapere sempre dove l'animale si trova. «Questi episodi cominciano a ripertersi troppo spesso - conclude Giandomenico Matteucci, titolare del bar ristorante pizzeria al Giardinetto a Colle di Compito - e questo fa nascere il sospetto che ci siano delle persone senza scrupoli, che quando vanno in vacanza non trovano di meglio da fare che disfarsene gettandoli nel bosco. Ci vorrebbe una maggiore serietà, ma servono anche altre leggi e più attenti controlli da parte delle istituzioni, oltre a pene multe severe. Disfarsi di un animale di questo tipo è un vero attentato alla vita delle persone».

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