Il dolore
Possesso illecito, un reato penale
B.A.
◗
Il boa catturato dai volontari dellAnpana e, a destra, il comandante della Forestale, Maurizio Folliero Il comandante Folliero: gli animali vanno registrati
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Chi detiene o vende animali di specie protette senza autorizzazione incorre in sanzioni, anche di natura penale: il reato può essere di detenzione o commercio di specie protette se il contravventore viene trovato in possesso o a vendere ad esempio serpenti; il reato può essere di abbandono e maltrattamento se il proprietario del serpente lo libera indiscriminatamente nell'ambiente. Queste accuse rischia, in teoria, chi ha abbandonato il boa ritrovato ieri notte dai volontari dell'Anpana nella campagna di Castelvecchio di Compito. Maurizio Folliero, comandante del nucleo provinciale della Forestale, è molto chiaro nella sua esposizione: «Un boa come quello catturato ieri notte deve essere regolarmente dichiarato. Esemplari di questo genere possono essere acquistati soltanto da rivenditori autorizzati che forniscono tutta la documentazione Cites». Cites è l'acronimo della convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, nata per controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati) in quanto lo sfruttamento commerciale è, con la distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell'estinzione e rarefazione in natura di numerose specie. La Forestale lucchese, continua il suo comandante, esegue controlli «sugli animali regolarmente detenibili e non. Gli animali che sono inseriti nella lista Cites devono avere la documentazione richiesta. Quando facciamo le verifiche, la documentazione viene immediatamente richiesta. Per contrastare il commercio illegale chiediamo anche una fotografia dell'animale, dal momento che non sono dotati di microchip». A Lucca, gli ultimi controlli sugli animali di specie protetta risalgono alla primavera, quando la Forestale ha visitato una serie di negozi della zona che vendono rettili. «Tengo a precisare che tutti i negozi controllati erano in regola», aggiunge il comandante Folliero. Il quale ricorda però anche due casi di catture eclatanti messi a segno dalla forestale lucchese. «Ci è capitato di sequestrare una tigre e anche un coccodrillo», racconta infatti. Anche il comandante Folliero è del parere che sta aumentando la dimensione del fenomeno dell'acquisto illegale di animali di specie protette, come i serpenti. «Il commercio illegale è tipico degli aeroporti, dove ci sono persone che si imbarcano con il serpente avvolto al collo. Passano per proprietari dell'animale e invece sono commercianti, che cercano di portarli in Italia aggirando i canali ufficiali». L'elenco dei detentori toscani di animali di specie protette è custodita al comando regionale della Forestale di Firenze, dove si trova il registro regionale Cites. Anche lo stesso comando regionale può chiedere controlli a quelli provinciali, in particolare se sono pervenute segnalazioni specifiche. E così, mentre sono molto più facilmente controllabili rivenditori e circhi, sono più difficilmente individuabili i possessori privati, ad esempio di serpenti. Perché gli animali vengono custoditi in casa, normalmente in teche apposite, dalle quali, come spiegano gli esperti del settore, dovrebbero essere estratti solo per le operazioni di pulizia. Ma sempre più spesso accade che quando l'animale diventa un peso per la famiglia, non si esita ad abbandonarlo, senza pensare ai danni che si provocano all'animale e ai rischi a cui si sottopone la comunità intera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
