Sicurezza
«Il Pdl sblocchi tutto o si va al voto»
Ilaria Bonuccelli
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Favilla con Migliori e Parisi agli stati generali del Pdl prima delle provinciali Favilla: gli assessori hanno pochi giorni per accettare la nomina
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LUCCA. Pochi giorni. Mauro Favilla non precisa quanti, ma ribadisce che saranno pochi. Gli assessori del Pdl appena riconfermati, Letizia Bandoni e Lido Moschini, hanno un tempo contingentato per accettare l'incarico. E se non firmeranno in fretta la lettera di nomina, dice il sindaco, «saranno cancellati dalla lista degli amministratori per sempre. O per lo meno fino a quando resterò in carica io». Favilla, dunque, risponde con un ultimatum all'ultimatum del Pdl che ha congelato assessori e sostegno all'amministrazione in segno di protesta per la nomina della nuova giunta che, nei tempi, nei contenuti (deleghe) e negli equilibri tra forze politiche (numero di assessori) non rispetterebbe gli accordi assunti dal sindaco. Ma ai dirigenti regionali, provinciali e comunali del Pdl, Favilla replica che se vogliono evitare il commissariamento devono sbloccare la situazione e consentire alla giunta di iniziare a funzionare. Insomma, Favilla non acceterà che gli assessori del Pdl restino "sospesi" fino al completamento dell'esecutivo, previsto entro fine mese. A meno che il partito non intenda andare al voto anticipato. Sindaco, oggi è lei a fare la voce grossa. Ma il Pdl si è irrigidito perché lei ha nominato la giunta senza aspettare l'incontro con i vertici regionali del partito. Perché questa improvvisa accelerazione? «Il motivo è molto semplice. Avevo una delega del Pdl a muovermi come credevo per quello che riguardava la giunta. Avevo ricevuto questo mandato in incontri precedenti, sia con i vertici regionali (Massimo Parisi e Riccardo Migliori) sia con i vertici nazionali. E agli incontri romani avevano partecipato l'onorevole Deborah Bergamini e il ministro Altero Matteoli». Eppure il Pdl rimprovera la mancanza di dialogo. «È vero che non ho parlato con nessuno: mi sono confrontato solo con le singole persone, in colloqui personali. Ma mi sono mosso sulla base del mandato ricevuto. Poi, all'improvviso, dal Pdl mi arriva un veto sulla nomina di un possibile assessore (Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca, ndr). A quel punto mi sono fermato. Ho assicurato che avrei aspettato a fare le nomine a patto che i dirigenti venissero subito a Lucca. Invece, si sono resi disponibili solo per sabato pomeriggio. Nel frattempo, però, io avevo preso l'impegno a formalizzare la giunta entro sabato mattina». Scusi, ma quale sarebbe stato il problema ad aspettare poche ore? «Il fatto è che sapevo bene la ragione di un appuntamento dato così tardi: era legato ai veti. Così ho deciso di nominare la giunta, con le persone che, per me, erano indiscutibili, come già precisato in incontri precedenti: Moreno Bruni, Letizia Bandoni e Lido Moschini. Poi, ho aggiunto un tecnico per le finanze (Amelia Coli, di area Pdl) e 2 assessori in rappresentanza delle altre forze di coalizione. Eppure, i vertici regionali del Pdl con una scusa hanno annullato l'incontro, nonostante fossero già arrivati a Lucca. È questa la vera offesa. E l'offeso sono io». Il Pdl, dunque, non avrebbe nulla di cui lamentarsi? «Esatto. Loro, per quello che li riguarda, mi hanno dato un mandato e su quella linea mi sono mosso. Non hanno ragione, quindi, di protestare, anche perché il numero degli assessori in quota al Pdl era stato concordato con il gruppo consiliare. Questa è la situazione, se la vogliono accettare». Altrimenti? «Altrimenti, se vogliono andare al commissariamento del Comune, facciano pure. Ora comunque, invierò al Pdl (lo ha già ricevuto, ndr) un lungo messaggio per spiegare ai vertici regionali la situazione di Lucca, illustrando elementi di cui non sono al corrente. Era una comunicazione che avevo già preparato. A questa, poi, ne aggiungerò un'altra in risposta all'ultimatum di ieri». Nel frattempo come la mette con gli assessori del Pdl che ancora non hanno accettato la nomina? «Capisco la difficoltà della situazione e non ho voluto mettere furia a nessuno. Aspettiamo qualche giorno. Poi chiederò ufficialmente che vengano a firmare per accettare l'incarico. Se non vengono, li cancello in eterno dalla lista degli amministratori. Almeno fino a quando resterò io in carica». Il Pdl, però, è stato chiaro: prima di far accettare l'incarico ai propri esponenti, aspetterà il completamento della giunta, per giudicare il risultato finale, visto che di quello parziale non è soddisfatto. «La giunta sarà completata entro fine mese. Prima devo sciogliere il nodo dell'assessore tecnico. Dell'ingegnere, al quale affidare i lavori pubblici, il traffico, la mobilità e forse anche il decoro urbano. Per questa delega (oggi affidata a Moreno Bruni) devo ancora decidere: dipende quale dei tre tecnici contattati accetterà l'incarico, visto che ciascun professionista ha caretteristiche diverse. Comunque, l'ingegnere che ho contattato per primo mi ha chiesto del tempo per decidere. E fino a quando non mi scioglierà le riserve la giunta resta quella attuale». Lei sarebbe disposto ad allargare la giunta a 10, per dare il 3º assessore al Pdl e il 2º a Udc e FL, senza rinunciare al tecnico? «L'orientamento era di completare la giunta con altri 3 assessori. Ma su questo si discute. Il mio obiettivo era di calare rispetto ai 13 totali. Anche avendo 10 assessori non ci sarebbe un problema di distribuzione delle deleghe, le competenze sono molte. Quindi, teoricamente è possibile una giunta a 10. Anche se il Pdl non mi ha detto, formalmente, di aspettarsi un altro assessore o di non essere soddisfatto delle nomine fin qui fatte. Entro fine mese, comunque, deciderò. Poi, quello che sarà sarà».
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