Il dolore
Frutta, ricarichi fino al 400%
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I banchi di Campagna Amica allArancio Coldiretti: «I prezzi calano nei campi, ma crescono sulla tavola»
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LUCCA. Frutta e verdura: prezzi insostenibili sulla tavola per i consumatori, ma anche nel campo per i coltivatori. A tutto vantaggio dell'intermediazione che acquista a cifre irrisorie praticando ricarichi che alla fine portano alle stelle il prezzo dei prodotti sul banco. E la Coldiretti riparte all'attacco: «I prezzi aumentano anche di 5 o 6 volte, penalizzando le due categorie agli estremi della filiera di distribuzione». Secondo le elaborazioni della Coldiretti il fenomeno nella nostra provincia, soprattutto per quanto riguarda i produttori concentrati nella zona del morianese, conferma i dati forniti dal servizio Sms consumatori del ministero. Anche nelle nostre zone per un prodotto di stagione come la pesca gialla il prezzo d'acquisto è di 1,9 euro al kilo mentre per il produttore il prezzo pagato è di 0,35 centesimi. Il ricarico finale è del 413%, mentre c'è una perdita sul ricavato del 22% per gli agricoltori. Altro esempio: i cocomeri hanno un costo sulla tavola di 0,60 centesimi al kilo, mentre nel campo il prezzo è di 0,12 con un ricarico del 500%, mentre la perdita per il coltivatore è del 47%. Per i meloni il consumatore paga poi 1,3 euro al kilo contro i gli 0,39 centesimi versati al coltivatore. Il prezzo finale ha un ricarico del 233%. L'incredibile e insostenibile forbice riguarda soprattutto i prodotti di stagione: la produzione aumenta, ma salgono anche i prezzi al consumo, mentre si pagano meno i prodotti alla produzione. Completamente ribaltata ogni legge di mercato. Secondo Dina Pierotti, presidente della Coldiretti, le cause sono da rintracciare nelle «inefficienze e nelle eccessive intermediazioni nel passaggio della frutta dal campo alla tavola. Una situazione che danneggia gli agricoltori, costretti a lavorare in perdita, e i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni più vantaggiose». Il direttore provinciale, Francesco Ciarrocchi, rincara la dose: «I produttori hanno uno scarso potere contrattuale in una filiera che presenta troppi passaggi, in cui molto spesso si insedia la speculazione. Sotto accusa è anche l'inadeguatezza delle normative comunitarie per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato e la distribuzione commerciale. Aldilà dei fattori congiunturali, occorre intervenire sulle strozzature e distorsioni che si verificano nel passaggio dell'ortofrutta dal campo alla tavola. Si sottopaga il nostro prodotto in modo insostenibile e al tempo stesso si rendono troppo onerosi gli acquisti per i consumatori». La Coldiretti intanto propone i mercati di Campagna amica, iniziativa che intende promuovere la filiera corta. Un'occasione - conclude Ciarrocchi - per ridare centralità a chi produce e a chi consuma, con l'obiettivo di abbattere i prezzi al pubblico dl 30%». M.l.
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