Il Tirreno

Lucca

Altre devastazioni nel weekend tra S. Anna e Nave nei pressi del parco fluviale

Cinghiali, allarme in Corte Palazzaccio

Michele Citarella
I danni prodotti dai cinghiali negli orti
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I danni prodotti dai cinghiali negli orti

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 LUCCA. Non cessano le incursioni e le devastazione dei cinghiali nella zona lungo il fiume tra S. Anna e Nave. Nel fine settimana gli ungulati hanno creato spavento e fatto danni anche in corte Palazzaccio, un paio di anni fa salita alla ribalta come luogo di origine dell'attuale presidente della Repubblica di Panama, Ricardo Martinelli. Oggi è invece al centro dell'attenzione per le scorribande dei cinghiali, che continuano nell'attesa che dia qualche risultato il piano di selezione e contenimento avviato dall'amministrazione provinciale.  Desta aprpensione il fatto che animali selvatici popolino in gruppi sempre più numerosi le poche aree verdi rimaste in un quartiere densamente antropizzato come quello di S. Anna.  «Qui i cinghiali - dicono i residenti della corte - si continuano a vedere a pochi metri dalle nostre case e dal parco fluviale, non solo durante le ore notturne. Molte famiglie sono ancora legate alle attività di agricoltura e di allevamento e gli ungulati stanno rovinando le coltivazioni di granturco e di frutta, oltre a devastare il terreno, al momento tenuto a riposo».  Dopo tante, troppe incursioni i residenti di via del Palazzaccio ed della storica corte si sono ritrovati per discutere sulle possibili soluzioni. La gente del Palazzaccio è contraria all'installazioni di recinzioni e cancelli che danno scossa elettrica: «Ci sono problemi di natura burocratica legati ai permessi per recintare una corte storica come quella del Palazzaccio e non è pensabile perimetrare tutti i raccolti. Ci è poi stato detto che questi cancelli possono recare problemi ai bambini, e qui ne giocano parecchi, nonchè alle persone che hanno peacemaker».  Giudicate non risolutive le soluzioni del foraggiamento dissuasivo e dell'allontanamento con l'impiego dei cani: «Ci siamo informati da esperti - dice il gruppo dei "palazzieri" impegnato per la risoluzione del problema -. Dare da mangiare ai cinghiali li rende effettivamente innocui, ma allo stesso tempo aumenta la fertilità delle femmine. Mentre non ci pare sufficiente allontanarli: sposterebbe soltanto la zona di rischio, andrebbero a creare problemi ad altre frazioni».  In questo fine settimana sono state rovinate coltivazioni di mais e nell'orto di un'abitazione sono evidenti i danni al terreno, pieno di buche. Tante anche le siepi rovinate dal passaggio degli animali.  La soluzione? Per i residenti del Palazzaccio è quella dell'utilizzo di gabbie da adescamento o il ricorso alla selezione prevista dalla legge. Interessate sono anche le zone di Corte Sandorini, insieme ai frequentatori del parco fluviale in quella zona. Anche gli abitanti di queste aree chiedono di applicare «l'articolo 37 della legge regionale 3 del 12 gennaio 1994 che prevede l'abilitazione di persone per la tutela della produzione agricola e zootecnica. La Provincia ha formato negli anni precedenti dei cacciatori in grado di fare regolarmente battute per riportare gli animali pericolosi nei numeri giusti, e soprattutto di allontanarli dalle zone soggette a coltivazioni o densamente abitate. Soltanto in tal modo si ridurrebbe in modo soddisfacente il pericolo per la popolazione e si tutelerebbero i raccolti di frumento e mais, molti dei quali già danneggiati».

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