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Lucca

Cavani, in sicurezza tutti i cantieri aperti difficile la ripresa

Un cantiere edile (foto d’archivio)
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Un cantiere edile (foto d’archivio)

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 COREGLIA. «Si stanno mettendo in sicurezza i cantieri aperti. Diversi sono cantieri per opere commissionate da enti pubblici, alcuni da privati. Riprendere l'attività sarà difficile». Giovanni Ferrari, della Fillea Cgil Garfagnana, racconta gli ultimi sviluppi della crisi che ha investito la Cavani Co.mo.ter, causata da problemi di liquidità. Per via dei committenti che non pagano, in sostanza. «Per il patto di stabilità, che vincola gli enti a una limitata capacità di spesa per l'anno in corso, molti enti clienti della Cavani non hanno pagato i lavori. Se l'azienda ha potuto andare avanti fino ad adesso, per la maggior parte è grazie alla Provincia, che ha cercato in tutti i modi di pagare i lavori che l'azienda aveva svolto per suo conto. La crisi non è di adesso: la Cavani ha cominciato ad accusare problemi seri a settembre del 2010. Ora non ci sono più risorse per andare avanti».  L'attività, infatti, è ufficialmente sospesa. Approfittando del periodo estivo, i settanta lavoratori dell'azienda di costruzioni e movimento terra sono in ferie. L'impegno dei sindacati è ottenere la cassa integrazione straordinaria, assicura Ferrari.  Intanto oggi la Cisl ha organizzato due incontri con i lavoratori della Cavani: alle 10,30 nella sede Cisl di Castelnuovo e alle 15,30 a Fornaci di Barga.  Secondo Stefano Viviani del settore edili Cisl si allontana «la possibilità per una soluzione positiva della crisi. Le banche sembrano orientate a non fare niente in attesa del fallimento. Non vengono considerati elementi quali le commesse aperte e le lavorazioni già acquisite e forse qualcuno spera di rilevare l'attività a basso costo dopo la chiusura. Un atteggiamento che mette a rischio i lavoratori che già oggi sono creditori per alcune mensilità, anche del 2010». Scopo delle riunioni odierne della Cisl è predisporre azioni per mettere in sicurezza le richieste di pagamento degli arretrati e fare il punto per il futuro, oltre che la richiesta di cassa integrazione straordinaria.  Secondo Vincenzo Cinquini, responsabile di zona Cisl, «occorre un ragionamento più ampio per analizzare la situazione economica e occupazionale della zona, come richiesto dal segretario generale Giovanni Bolognini, perchè è solo da una visione d'insieme che si trovano le risposte migliori ai problemi». I dati dell'osservatorio provinciale sull'occupazione riportano che gli occupati - 13.300 nel primo trimestre 2010 - sono calati di 400 al terzo trimestre 2010 e ridotti a meno di 12.300 nei primi tre mesi del 2011. (b.a.)

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