Sicurezza
Non firmano gli assessori del Pdl
Ilaria Bonuccelli
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Da sinistra a destra Letizia Bandoni, Lido Moschini, Massimo Parisi e Riccardo MiglioriIl partito vuole che Favilla prima completi il nuovo esecutivo
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LUCCA. L'amministrazione comunale resta al palo. A Mauro Favilla non serve nominare la nuova giunta per superare la crisi di maggioranza. Anzi. La mossa di sabato mattina acuisce le tensioni. Al punto che il Pdl impone ai propri assessori confermati - Letizia Bandoni e Lido Moschini - di non accettare l'incarico. La firma di accettazione della nomina è rimandata al completamento dell'esecutivo. Fino a quando Favilla non avrà nominato anche i tre assessori che mancano a completare la giunta (6 politici e 3 tecnici di area), il partito di maggioranza relativa tiene congelati i propri rappresentanti nell'esecutivo. E con solo 4 assessori investiti ufficialmente - Marco Modena di Forza Lucca firmerà stamani per accettare l'incarico - l'amministrazione non può operare: la giunta deve essere composta di 6 membri effettivi per riunirsi e deliberare. Favilla avrebbe garantito di completare l'esecutivo entro il 15 agosto. Del resto, il Pdl non sembra intenzionato ad aspettare molto di più. LA CRISI CON IL PDL Lo scontro fra Pdl e Mauro Favilla è frontale. Non è un problema di persone nominate o silurate, assicurano i vertici del partito, ma di mancato rispetto dei ruoli, di accordi ignorati e di schiaffi politici. L'ultimo, quello di sabato, è stato considerato di troppo: la nomina a sorpresa della giunta, sabato mattina, prima dell'incontro fissato con il coordinatore regionale del partito, Massimo Parisi, per il confronto finale sulla squadra. Da giorni, l'appuntamento era stato fissato per sabato alle 18,30. Alle 12,52, però, da palazzo Orsetti è partita la mail con la nomina del nuovo esecutivo. Così l'incontro è stato annullato in corsa, ma su questo "sgarbo", Parisi e gli altri dirigenti - compresi quelli comunali e provinciali - stavolta non passano sopra. Già ieri hanno inviato un messaggio che suona come un ultimatum per Favilla: il partito deciderà se restare in giunta (e a quali condizioni) solo dopo aver conosciuto i nomi di tutti e 9 gli assessori dell'esecutivo che, alla fine, non sarà né azzerato né dimezzato, a differenza di quanto promesso dal sindaco in persona alla vigilia dell'approvazione del bilancio di previsione. Prima di impegnarsi a portare in fondo il mandato, il Pdl vuole misurare il politico che il sindaco gli riconoscerà in seno all'esecutivo, sia a livello di deleghe sia di numero di assessori, mancandogli all'appello ancora un rappresentante, dopo la prima tornata di nomine. Non solo. Visto il crollo di fiducia nei confronti di Favilla, il Pdl vuole anche capire quali saranno gli amministratori con i quali dividere il peso degli ultimi mesi di mandato: non vorrebbe, infatti, ritrovarsi in giunta Giovanni Pierami, l'assessore alle finanze appena destituito, sul quale il partito ha posto un veto espresso e non solo perché indagato per concorso in corruzione. C'è anche di più. Il Pdl non gradisce nemmeno l'attuale ripartizione delle deleghe. Con la pubblica istruzione passata a Moreno Bruni (prima era di Donatella Buonriposi, in quota al Pdl) e con l'urbanistica mantenuta a Marco Modena di FL, il partito di maggioranza relativa si ritrova a gestire solo sport (Moschini) e cultura. Troppo poco. Da qui l'avvertimento a Favilla, contenuto in una lettera firmata dai vertici regionali, provinciali e comunali del partito: il sindaco deve «procedere speditamente al completamento della squadra di governo e alla relativa assegnazione delle deleghe. Ciò al fine di poter dare una compiuta valutazione politica di questa nuova fase. In questo senso il Pdl è disponibile sin da subito, anche in agosto, ad ogni confronto si ritenga necessario. Sino al completamento della squadra di governo, responsabilmente, i due assessori indicati dal sindaco che fanno riferimento al Pdl non procederanno all'accettazione dell'incarico». GLI ACCORDI IGNORATI Alla base di questa ulteriore crisi di maggioranza, ci sarebbero accordi non rispettati. Al Pdl, Favilla - in fase di riorganizzazione dell'amministrazione - avrebbe detto di voler una giunta nuova composta da 6 assessori politici (da indicare fra i 12 in carica) e da 3 assessori tecnici, da scegliere fra persone di area. I tecnici sarebbero serviti per occuparsi di finanze e urbanistica: invece, questa delega è stata confermata a Modena, ritenuto dal Pdl un politico e non un tecnico. Favilla, inoltre, avrebbe preteso di scegliere 3 assessori politici da mantenere in giunta: Moreno Bruni (considerato in quota al sindaco), Letizia Bandoni e Lido Moschini (Pdl). Per gli altri 3, invece, si sarebbe rimesso al volere dei partiti. Il Pdl - dovendo sacrificare due esponenti da scegliere fra Donatella Buonriposi, Filippo Candelise ed Elio Cappellini - aveva chiesto al sindaco un confronto prima di formalizzare con il nuovo esecutivo. L'incontro, in effetti, è stato fissato, ma Favilla si è mosso prima di confrontarsi con Parisi. A chiudere il quadro ci sarebbe un altro elemento: Favilla si sarebbe impegnato a nominare prima i 6 assessori politici e poi i 3 tecnici. Invece, ha anticipato la nomina di un tecnico - Amelia Coli - alle finanze. Per FL questa professionista è da ritenersi in quota al Pdl, visto che era iscritta anche a FI. Al contrario, per il Pdl, tessera o non tessera, Amelia Coli è un tecnico a tutti gli effetti, visto che il terzo assessore del partito «deve essere scelto fra quelli che già erano in giunta».
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