Il Tirreno

Lucca

La Scotto nella casa del maestro

A destra il soprano Renata Scotto
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A destra il soprano Renata Scotto

Il soprano: «Un'occasione per tornare a Lucca»

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 LUCCA. La sua "Cio cio san" resta, ancora, una delle migliori del panorama internazionale. Per qualità della voce, sicuramente. Ma anche perché Renata Scotto ha sempre avuto un rapporto «viscerale» con le donne di Puccini. E del compositore lucchese ha voluto interpretare tutti i ruoli. Per questo, il grande soprano italiano, sabato sera alla prima di "Madama Butterfly" a Torre del Lago, dice che «la riapertura della casa-museo di Puccini mi offrirà un'occasione giusta per tornare a Lucca».  Renata Scotto guarda con interesse al recupero della casa natale del compositore, di cui è stata interprete, prima di rivelarsi una regista sensibile delle sue opere. Uno dei suoi progetti da regista per il 2012, infatti, è portare Puccini al teatro Colon di Buenos Aires «possibilmente Turandot, un'opera alla quale sono particolarmente affezionata: l'ho anche messa in scena all'Acropoli di Atene, con 250 persone sul palcoscenico». Il legame di Renata Scotto con Puccini e le sue terre, comunque, è a tutto tondo. Infatti, proprio a Torre del Lago il soprano ha debuttato il ruolo di Tosca: «Ai personaggi di questo grande compositore - aggiunge il soprano - si deve arrivare. Non si può iniziare una carriera da qui. I ruoli sono complessi e non solo da un punto di vista vocale. Prima di portare in scena una donna di Puccini, è necessario comprenderla dal profondo. Si deve instaurare con il personaggio un rapporto viscerale». Forse è per questo che il soprano è diventata una straordinaria Cio cio san, la Madama Butterfly alla quale ha associato voce e interpretazione in tutti i più grandi teatri del mondo. «Devo dire, però - ammette Renata Scotto - che non ho mai cantato Puccini al Giglio. Ma in questo teatro ho interpretato, giovanissima, il personaggio di Walter (per il quale è richiesto un soprano leggero, ndr) nella Wally di Alfredo Catalani, altro compositore lucchese di grande spessore. Da allora, purtroppo, non ho avuto molte altre occasioni di frequentare la città, nonostante abbia interpretato tutte le opere di Puccini ad esclusione di Fanciulla, che non era adatta alla mia vocalità, e della Rondine, con mio grande rammarico. Oggi, però, la riapertura della casa natale di Puccini mi offre un'occasione giusta, prestigiosa, per tornare». E magari anche per inserire Renata Scotto nell'albo d'oro del museo Puccini. i.b.

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