Il Tirreno

Lucca

FAVILLA PREPARA LA RICANDIDATURA

TEMPI MINIMI E AGGUATI CONTRO L'OPERAZIONE RILANCIO

Marco Innocenti

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 Mauro Favilla è pronto a ricandidarsi alla guida della città nelle elezioni del 2012.  È questa la lettura più realistica dell'azzeramento-dimezzamento della giunta comunale che rappresenta il riconoscimento - esplicito, più che implicito - del fallimento di 4 anni e mezzo di governo.  Ora le scelte del sindaco paiono indicare come colpevoli gli assessori defenestrati (ma qualcuno potrebbe essere ancora recuperato) e lo ripropongono come l'unica persona che può salvare il salvabile, aiutato dalla ridotta pattuglia di fedelissimi prescelti. Facendo peraltro arrabbiare - al di là delle dichiarazioni ufficiali - l'escluso Maurizio Dinelli di Forza Lucca, l'Udc di Bertani e anche gli organi regionali del Pdl.  La difficoltà dell'impresa, ardua, è ingigantita da un anno e mezzo di paralisi amministrativa, dovuta sostanzialmente alla lotta di singoli soggetti all'interno delle varie anime della maggioranza intenzionati ad accaparrarsi poltrone, incarichi e prebende, utilizzando più che altro come paravento la richiesta di nuovi programmi di governo. Le schermaglie di queste ultime settimane hanno cancellato ogni ombra di dubbio, se mai ce ne fosse stata.  Ora Favilla dovrà provare, con la sua giunta di fedelissimi, a dare attuazione concreta almeno a qualcuno dei numerosi impegni presi con la città e non mantenuti. Se la guerra nei partiti (ridotti a piccole bande l'una contro l'altra armate nella ricerca di personali vantaggi) glielo consentirà, non è da escludere che il sindaco provi ad arrivare a fine mandato senza nemmeno integrare l'esecutivo con altri assessori, con la probabile eccezione del tecnico che - se lo troverà - dovrebbe occuparsi dei progetti speciali dell'urbanistica e della mobilità, competenze affidate prima a Marco Chiari.  Il mancato ingresso di altri assessori politici farà però ripartire le ostilità tra gli scontenti che mugugnano e lasciano trasparire la volontà di vendetta che cova con tutta evidenza sotto la cenere.  Da verificare comunque cosa la nuova giunta riuscirà concretamente a fare in questi sei mesi. Sarebbe nell'interesse della città che i risultati fossero davvero lusinghieri e sorprendenti: il sindaco se ne gioverebbe per l'immagine da rilanciare in vista del voto, recuperando il ruolo di vero leader di un centrodestra che non pare avere grandi alternative.  Il Favilla bis, in tempi rapidissimi, ha il compito di risolvere le complicate e giuridicamente delicate questioni dell'urbanistica, partendo dal destino delle varianti per il Parco S. Anna e lo stadio per arrivare a sciogliere i nodi che ancora restano nel Piuss: in particolare per piazzale Verdi, il nuovo parcheggio nella zona sud ovest, l'utilizzo complessivo della Manifattura e l'individuazione dei partner privati e dei destinatari degli appalti. Senza dimenticare altri temi come il riassetto della grande area oltre la ferrovia tra S. Concordio e Pulia, con il recupero di grandi immobili, la costruzione del cavalcavia tra lo scalo merci e Mugnano, la realizzazione del nuovo terminal per il trasporto.  La nuova giunta dovrebbe poi battere un colpo per qualche reale passo avanti in materia di viabilità, parcheggi, sosta e accesso al centro storico. Dovrebbe trovare una soluzione per comporre la diatriba che va avanti da oltre un anno sul servizio mensa e, più in generale, realizzare interventi reali nelle scuole dell'obbligo, fatiscenti. Avrebbe il compito di promuovere meglio - nel mondo, e non solo in città o a Torre del Lago - le iniziative per Puccini, da legare ad un programmato e più nutrito calendario di eventi e opere.  E ancora: dovrebbe riqualificare davvero al meglio le Mura in vista del cinquecentenario del 2013, e ridare la dignità di veri parchi al lungo Serchio e all'acquedotto del Nottolini, ridotti in molti punti a un immondezzaio coperto di rovi e boscaglia.  L'esecutivo dimezzato dovrebbe inoltre arrivare all'atteso regolamento del commercio che dirima il contenzioso tra esercizi pubblici e negozi di vicinato, rilanciando anche - sul serio - la risorsa antiquariato e il suo mercato, ormai di serie B. Di fondamentale importanza sarebbe anche il concreto collegamento ad un impianto di depurazione di una rete fognaria rimasta a metà, nell'Oltreserchio, anche per le incredibili incertezze sulla scelta della soluzione finale, che durano da decenni.  E sarebbe infine chiamato - priorità assoluta - ad abbattere davvero i costi della politica, come Favilla aveva promesso in campagna elettorale, tagliando le società partecipate inutili e costose e altri carrozzoni del genere; riducendo compensi e numero dei membri nelle società assolutamente necessarie; cancellando ogni genere di sprechi.  I risultati che dell'impegno in questi campi emergono dai quattro anni precedenti non inducono oggettivamente all'ottimismo.

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