Il Tirreno

Lucca

Cinghiali, cominciata la selezione

Marco Innocenti
I danni prodotti dai cinghiali
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I danni prodotti dai cinghiali

Primi abbattimenti a S. Alessio, ora si pensa al Morianese

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LUCCA. È partita l'azione di contenimento, selezione e allontanamento dei cinghiali dalle zone destinate alle colture e densamente abitate intorno alla città. Come aveva anticipato al Tirreno l'assessore provinciale Diego Santi, in questa prima fase si è proceduto con azioni mirate affidate esclusivamente alla polizia provinciale. Sono stati eseguiti in particolare quattro interventi nella zona di S. Alessio, la più colpita dalle incursioni degli ungulati, attirati dalle colture di granturco precoce, già maturo e dolce.  «Sono stati abbattuti alcuni capi - dice l'assessore - e al momento non si hanno più notizie di danneggiamenti. Ora parte la seconda fase, quella che vedrà anche l'intervento dei cacciatori-controllori che sono stati abilitati dopo il corso fatto in Provincia.  «Sempre sotto il controllo della polizia provinciale, procederanno con gli appastamenti per abituare i cinghiali a frequentare determinate aree non lontane dalle colture e dalle case. Poi ci sarà la selezione. Per questo tipo di intervento, la zona prescelta è quella del Morianese».  Diversa l'azione in programma sul lungofiume, nei pressi di Nave.  Qui la vicinanza delle abitazioni e la presenza di frequentatori del parco fluviale induce alla massima cautela e inizialmente si provvederà alla cattura di un certo numero di esemplari, che poi saranno lasciati libere nelle zone vocate.  Ma la Provincia insiste anche per una maggiore collaborazione con il Comune, auspicata pure dalla Prefettura, per pianificare ed eseguire interventi di ripulitura dell'alveo e delle golene dalla fitta boscaglia, diventata naturale rifugio degli ungulati che si stanno riproducendo a dismisura.  «La situazione rilevata dalla polizia provinciale - prosegue Santi - è preoccupante. È assodato che ormai i cinghiali in circolazione sono quasi tutti di razza ungherese, incrociata però con i maiali. Gli esemplari raggiungono i 70-80 chili e quando figliano fanno 11-12 cuccioli per volta. Stanno prolificando a dismisura e la loro stazza aumenta la pericolosità e la quantità dei danni. I cinghiali autoctoni, più piccoli e in grado di fare 3 cuccioli per volta, sono praticamente scomparsi».  Accanto all'opera della polizia provinciale e dei cacciatori-controllori è però necessaria anche una maggiore collaborazione da parte dei coltivatori.  «Per prevenire le incursioni ci sono diversi sistemi. È certamente efficace la recinzione con filo elettrico, che però non è facilmente attuabili nelle colture più vaste - conclude l'assessore -. Risultati minori, ma comunque utili, dà l'utilizzo di concimi azotati con forte odorazione, che funzionano da repellenti. Gli agricoltori tendono però a non usarli, anche se i concimi sono distribuiti gratuitamente dalla Provincia. Per incentivare il ricorso anche a questo tipo di prevenzione, nel nuovo regolamento per concedere i rimborsi in caso di danni saranno privilegiati gli agricoltori che avranno utilizzato i concimi repellenti. Il fondo per i rimborsi tra l'altro ci è stato ampiamente ridotto dalla Regione e i risarcimenti dovranno essere necessariamente mirati».

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