Il Tirreno

Lucca

Giunta, tensioni nel centrodestra

Giuliana Baudone e a destra Favilla e Dinelli
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Giuliana Baudone e a destra Favilla e Dinelli

Fibrillazioni per l'ingresso di Dinelli, un tecnico per le finanze

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LUCCA. Forse stamani. Forse nel pomeriggio. Tardi. Forse lunedì, se ci fosse un problema di messi notificatori per consegnare le lettere di nomina. Il sindaco tiene ancora i partiti sulla corda con la nuova giunta che gli crea almeno tre problemi: l'ingresso nell'esecutivo di Maurizio Dinelli, inviso al Pdl; la defenestrazione di Giovanni Pierami, indagato per concorso in corruzione; la scelta di due tecnici che accettino di occuparsi di grandi progetti e finanze negli ultimi mesi di mandato.  L'approvazione del bilancio di previsione ha fatto credere che la crisi (ennesima) di maggioranza fosse superata. E che nel centrodestra si fosse trovato un accordo su una giunta composta da 6 politici (per lo più amministratori da riconfermare), 2 tecnici e 1 non meglio specificato assessore da nominare a settembre. La realtà è assai più complicata. LA QUESTIONE DINELLI  È una delle più spinose. L'Udc sostiene di aver sottoscritto con il sindaco un accordo che prevede un solo assessore di Forza Lucca (invece dei due attuali) e che questo assessore debba essere l'attuale capogruppo del movimento nato dalla scissione del Pdl: Maurizio Dinelli. Via, quindi, Benedetto Stefani e anche Marco Modena per far posto al "guastatore" della maggioranza che da maggio 2010 ha creato al centrodestra più problemi dell'opposizione. L'Udc non si scandalizza di questa eventualità anche per un ragionamento di Realpolitik: diventando assessore, Dinelli esce dal consiglio comunale dove Favilla si troverebbe con un ribelle in meno (e un voto favorevole in più). Inoltre, se anche da assessore Dinelli «continuasse a fare il matto», il sindaco potrebbe revocargli le deleghe e liberarsene una volta per tutte.  Il Pdl, però, di questi ragionamenti non ne vuole sentire. Trova difficile poter convivere in giunta con un assessore - Dinelli, appunto - che è stato perfino querelato per diffamazione dai dirigenti provinciali o per le accuse lanciate contro il partito. Tutto, comunque, è possibile. Soprattutto se da Firenze arrivasse il via libero del coordinatore regionale del Pdl, Massimo Parisi con il quale il sindaco si deve confrontare.  Di sicuro c'è che Dinelli sarebbe disposto a entrare nella nuova giunta, non fosse altro per l'impegno assunto dal sindaco a realizzare le fognature entro la fine del mandato. Questa scelta, però, comporta di sacrificare due assessori che erano stati scelti fra i consiglieri comunali. Con Dinelli nell'esecutivo, infatti, sia Stefani che Modena si troverebbero fuori da tutto. Anche se a Stefani sembra che questo non importi molto: l'imprenditore sarebbe già pronto a riprendere la carica di presidente dei ristoratori di Ascom.  Se la nomina di Dinelli è, comunque, possibile - visto che spetta a Favilla - quello che il Pdl si sente di escludere a priori è la possibilità che FL possa mantenere 2 assessori «visto il flop elettorale del terzo polo alle ultime amministrative». LA QUESTIONE PIERAMI  A più persone, Favilla ha fatto sapere di aver difficoltà a ingollare il rospo di cacciare Pierami. Non vuole che questa decisione passi come una punizione per un assessore che è indagato per il suo stesso reato: concorso in corruzione. Ma il Pdl lo ha ribadito: non vuole più Pierami in giunta. I TECNICI  Favilla vuole un tecnico alle finanze e un ingegnere per caricarlo delle deleghe che sono state finora del super-assessore Marco Chiari: solo che sembra non riuscire a trovare nessuno disposto ad accettare un incarico da pochi mesi in un'amministrazione traballante. Con lotte intestine che porteranno anche l'Udc, già da ottobre, a smarcarsi in vista di presentarsi senza Pdl alle comunali di primavera. GLI ESCLUSI  Le situazioni più deboli appaiono quelle di Filippo Candelise e di Elio Cappellini. Sulla carta Candelise avrebbe qualche chance in più di ottenere una ricollocazione, anche se ammette di non aver problemi a considerare conclusa questa esperienza: «Ringrazio il sindaco per avermi dato questa opportunità, ma ora sono pronto per tornare al mio lavoro di informatore farmaceutico».  Dato per certo (anche se di scontato in queste ore non c'è nulla) l'incarico di Giuliana Baudone alla presidenza del Giglio: con questa mossa, infatti, Favilla darebbe un riconoscimento a una persona che non lo ha mai messo in discussione e, determinandone le dimissioni da consigliere comunale, indebolirebbe anche Forza Lucca, la spina nel fianco della maggioranza. APPOGGIO ESTERNO  Dai vertici sovracomunali del Pdl viene, infine, esclusa la possibilità di un appoggio esterno alla giunta Favilla: sarebbe difficile sostenere in consiglio comunale un'amministrazione nella quale non fossero presenti esponenti del partito di maggioranza relativa.

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