Il Tirreno

Lucca

Donna in carcere con l'accusa di sequestro di persona

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La squadra mobile della questura ha arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari Monika Olivieri, 41 anni, di S. Vito. La misura è stata disposta dal gip di Bologna per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali e porto abusivo di coltello. Olivieri e altre tre persone (Luca Matteoni 46enne di Porcari, Francesco Belardo 23 anni di S. Vito e Alessio Cindrellini ventiseienne nne di Vicenza) il 9 luglio si erano recate a Bologna per acquistare alcuni litri di ketamina (droga liquida utilizzata anche in ambito veterinario come anestetico per animali di grossa taglia). La droga sarebbe servita per uso personale, ma stando alle accuse anche per essere spacciata. I 4 avevano ritirato alcuni litri del prodotto da una coppia di spacciatori bolognesi di fiducia, che però avevano fatto il classico "pacco": uno degli acquirenti si era iniettato un po' di droga per saggiarne le potenzialità allucinogene, ma l'unico effetto era stato un gonfiore al braccio. Dopo aver annusato la sostanza gli acquirenti si erano accorti che la miscela era semplice acqua e sapone. Pertanto erano andati alla ricerca dei venditori, riuscendo ad intercettare solo il giovane, un 35enne che alla loro vista aveva tentato la fuga. I quattro lo avevano caricato in macchina dirigendosi verso Lucca, telefonando alla sua compagna e dicendo che rivolevano i 3mila euro altrimenti avrebbero ammazzato il suo compagno. Lungo la Porrettana erano incappati in un posto di controllo dei carabinieri di S. Marcello Pistoiese che avevano notato qualcosa di strano nei quattro. Anche il forzato quinto passeggero aveva un atteggiamento strano. I quattro erano stati arrestati per lesioni personali, per aver picchiato durante il tragitto la vittima; per violenza privata, avendogli imposto di non parlare ai carabinieri; della vicenda; per porto abusivo di coltello con il quale avevano minacciato la vittima.Nel frattempo la squadra mobile di Bologna aveva ricostruito che si trattava di un reato ben più grave, ovvero il sequestro di persona a scopo di estorsione, di competenza della Dda felsinea. La Procura di Bologna ha quindi emesso le misure cautelari e i quattro sono stati tratti in arresto.

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