Il Tirreno

Lucca

Un'altra odissea per una contravvenzione poi il cittadino è costretto a pagare

Code all’uffico contravvenzioni
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Code all’uffico contravvenzioni

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 LUCCA. Continuano le segnalazioni di multe che tartassano i cittadini. Emblematico il caso raccontato da Sebastiano Tedeschi, che dopo una lunga odissea ha dovuto pagare due volte una multa e anche le spese per un vano ricorso al giudice di pace.  Il problema è nato per gli ormai "famigerati" costi di deposito della raccomandata con cui si viene avvisati della multa. Dimenticando di pagare i tre euro e ottanta centesimi per la giacenza, anche se aveva pagato l'importo della multa il lettore si è alla fine trovato a pagaren 148 euro. «La disavventura - dice - nasce da un errore di compilazione del bollettino postale». Il lettore aveva effettuato, entro i termini, il pagamento con un bollettino precompilato nel quale però non erano chiaramente indicati i tre euro e ottanta dovuti per la giacenza postale.  Il 20 luglio è quindi arrivata la lettera di sollecito con il nuovo importo, vertiginosamente salito a distanza di tempo. Tedeschi, dopo essersi recato all'uffico contravvenzioni per chiedere spiegazioni, si è rivolto anche al giudice di pace. Ha preparato il ricorso ed ha pagato altri trentasette euro di contributo unificato.  Ma poi la cancelleria lo ha avvertito che una univoca interpretazione da parte della corte di cassazione ribadisce la leggittimità e la fondatezza della pretesa da parte della pubblica amministrazione. Scoraggiato, il lettore, dopo aver già pagato la multa, si è dovuto rassegnare al pagamento dei centoquaranttotto euro, oltre ai trentasette spesi per il ricorso.

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di Redazione web