La manifestazione
È scontro sull'apertura dei mercati contadini
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Il mercato allArancio Gli ambulanti della Confesercenti contestano quello dell'Arancio e chiedono concertazione
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LUCCA. No alla deregulation e al fai da te nell'apertura dei mercati contadini. L'altolà arriva dal sindacato ambulanti Anva-Confesercenti proprio mentre la Coldiretti tira un primo bilancio, più che soddisfacente, per come è stato accolto il mercato di "Campagna Amica" all'Arancio, appena aperto. La Coldiretti parla di banchi presi di assalto il giovedì mattina in va Alighieri, ma la soddisfazione non è per niente condivisa dall'Anva. Il sindacato degli ambulanti chiede infatti al Comune che si faccia carico di una programmazione concertata con le categorie, come previsto dai protocolli d'intesa tra Regione ed enti locali. «Leggiamo anche di prossime aperture in altre frazioni - dice l'Anva -. Mentre per l'attivazione dei mercati del Foro Boario e di Marlia, le amministrazioni provinciali e comunali, hanno seguito la concertazione con le categorie economiche, per programmare al meglio queste nuove realtà commerciali, garantirne uno sviluppo qualitativo ed integrare questi sistemi distributivi con il tessuto commerciale ordinario, per l'iniziativa all'Arancio non vi è stato alcun confronto. Per quanto le disposizioni sui "farmer market" prevedano sistemi agevolativi, quando si parla di area pubblica e concessioni di posteggi stabili, la disciplina regionale non scompare. «E in ogni caso è questione di buon senso. Non è paradossale che per attivare un mercato in un qualsiasi quartiere si debba prevedere una concertazione e l'inserimento in un atto di programmazione, mentre se la stessa cosa la si fa con imprenditori agricoli tutto questo non serve? Non siamo tutti imprenditori? E il comune non è lo stesso?». L'Anva sostiene la necessità di sviluppare queste «forme di vendita in modo equilibrato e con forti garanzie sulla produzione integralmente locale dei prodotti, possibilmente creando sinergie e non competizione, con le altre realtà distributive, come il commercio dei quartieri e il commercio dei mercati».
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