Il Tirreno

Lucca

«Tutti insieme ricostruiamo il bosco»

Paola Taddeucci
Il sindaco Vittorio Fantozzi (Vip)
◗
Il sindaco Vittorio Fantozzi (Vip)

Lettera-manifesto del sindaco Fantozzi ai suoi cittadini

3 MINUTI DI LETTURA





 MONTECARLO. Tre giorni terribili. Fumo e fiamme che hanno devastato oltre 30 ettari di bosco, il loro bosco. L'incendio che tra il 15 e il 17 luglio ha sconvolto Montecarlo torna in primo piano. Ora non più per seminare paura e sgomento, ma per guardare avanti, per scrivere un futuro. È questo il senso dell'incontro pubblico in programma stasera alle 21 nella sala conferenze dell'ex chiesa della Misericordia, in via Cerruglio. Si parlerà di quei giorni - segnati dall'emergenza - ma si parlerà soprattutto della risistemazione a verde delle aree bruciate. È la prima di diverse conferenze che il Comune organizza per mettere al corrente la popolazione di cosa è stato fatto e cosa verrà fatto, per scrivere il futuro insieme agli stessi abitanti. Del resto questa strada di condivisione - della paura e dello sgomento, ma anche della speranza - il sindaco Vittorio Fantozzi l'aveva già segnata all'indomani del disastroso incendio. Non erano state spente nemmeno le ultime fiamme, che il primo cittadino sentì il bisogno di scrivere una lunga lettera, rivolta ai cittadini e agli amici di Montecarlo, nella quale invitava tutti a non limitarsi al pianto, ma all'impegno per difendere e ricostruire il territorio tanto amato. Quella lettera non la spedì. La fece affiggere - a grandezza di manifesto - all'ingresso del paese. E rimane lì, per essere letta dai cittadini e dagli amici di Montecarlo, come un perenne invito alla vigilanza e all'impegno.  «Fumano ancora - è l'inizio della lettera-manifesto - i resti dei nostri alberi, bruciano ancora sotto il suolo delle radici, cadono rami neri spezzati e dilaniati dalle fiamme. Par di entrare per un campo di battaglia, di quelli visti solo al cinema e alla televisione, alla fine degli scontri, dove non resta nessuno da soccorrere, niente da salvare, tutti da sotterrare».  Fantozzi parla di una perdita che «sembra amputarci anima e cuore», ma passa subito alla speranza e scrive: «Tornerà il bosco, sarà per sempre verde con tutte le sue tonalità questo colle come Dio e gli uomini l'hanno creato e tramandato. Tutti oggi lo vogliamo e tutti sono pronti a fare il loro, tutto quanto occorra, a ripiantare, seminare, raccogliere fondi e semi, a lanciare campagne e iniziative. E lo faremo, lo faremo insieme». Questo - per il sindaco - è sinonimo di vitalità, «della consapevolezza di ciò che abbiamo perduto».  Fantozzi, poi, invita a vigilare, fornendo chiare indicazioni pratiche e numeri da segnare e da ricordare. «Occorre farsi tutti guardiani - scrive - e non spettatori del comune patrimonio che ci circonda. La ricchezza della nostra terra, da tramandare a chi verrà, ci impone questo impegno, ci obbliga a questo patto tra diritto e dovere, alla semplice consapevolezza che all'avere il privilegio di vivere questa terra che noi abbiamo trovato e mantenuto tale per secoli, corrisponda il dare il proprio contributo ulteriore e volontario per la salvaguardia e la difesa di questo stesso privilegio».  Il sindaco conclude la lettera richiamandosi a quanto disse giurando sulla bandiera: «La radice che unisce noi montecarlesi è che abitiamo tutti questo piccolo comune, ne respiriamo la stessa aria, abbiamo a cuore il futuro di chi verrà dopo noi, tanto per non dimenticarci mai che siamo, tutti, solo di passaggio. Grazie a tutti. Al lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa