La manifestazione
Si amplia il nido di San Vito
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Il nido di San Vito che sarà ampliato L'intervento, affidato alla Mcf, scatta dopo ferragosto
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LUCCA. Partirà dopo ferragosto l'ampliamento dell'asilo nido Il Pulcino a San Vito. Ma a realizzarlo non sarà la ditta che aveva vinto l'appalto presentando un ribasso del 23,295% sulla base d'asta. Il Comune, infatti, ha deciso di affidare i lavori alla ditta Mcf di Cataldo Maida, seconda classificata: la decisione è stata presa perché - si legge nella determina del dirigente ai lavori pubblici - l'impresa aggiudicataria non sarebbe in regola «con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, nonché con gli obblighi di regolarità contributiva e assicurativa previsti dal Codice degli appalti del 2006». Secondo l'ingegner Paolo Nocchi, dirigente del settore lavori pubblici, questa decisione era obbligatoria perché è una grave violazione il fatto di non essere «in regola con i requisiti imposti dalla legge per gli aggiudicatari». Da qui la scelta di passare l'incarico all'impresa che, presentando un ribasso del 23,875%, si era classificata seconda l'anno scorso, quando l'amministrazione comunale aveva indetto una procedura negoziata per affidare i lavori, progettati già da vari anni. In effetti, il progetto preliminare per ampliare il nido di San Vito era stato approvato a dicembre 2006 dal commissario prefettizio; solo a gennaio dell'anno scorso, la giunta aveva approvato il progetto definitivo; il 25 ottobre, poi, l'intervento - da 390mila euro complessivi - era stato finanziato. Quindi, l'11 novembre era stato approvato il progetto esecutivo e il 26 novembre in via provvisoria era stato affidato l'appalto alla ditta che aveva presentato il maggior ribasso. L'aggiudicazione definitiva (il 31 novembre), però, era avvenuta sotto condizione: l'affidamento sarebbe divenuta «efficace solamente dopo la verifica del possesso dei requisiti di legge» imposti dal Codice degli appalti e dalla legge regionale sui lavori pubblici. In sede di verifica sono emersi i problemi che hanno portato l'amministrazione a passare l'appalto alla ditta che era arrivata seconda che risulta possedere tutti i requisiti imposti dalla normativa vigente. Così ora i lavori potranno iniziate, in base al quadro economico presentato dall'impresa che prevede di eseguire i lavori edili con circa 282mila euro. La spesa finale, poi, sarà di 390mila euro, considerati oneri, spese per imprevisti, Iva, oneri per la sicurezza e onorari tecnici.
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