Finanza
Favilla vara la giunta dei fedelissimi
Solo 6 confermati, arrivano 2 tecnici: un ingegnere e un esperto di economia per le finanze
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LUCCA. Alla riunione del pomeriggio, il sindaco ironizza: chi va in ferie in questi giorni, non verrà riconfermato in giunta. In realtà, Mauro Favilla sa già da chi sarà composto il suo esecutivo, almeno per i 6 assessori che vuole riconfermare sembra entro la fine della settimana. Deve sciogliere solo i nodi per i due tecnici - un esperto in finanza e un ingegnere - che vuole inserire subito o, quanto meno, il prima possibile. Poi con calma sceglierà anche il nono assessore, da inserire a settembre. Ma più che dei nomi degli assessori - sui quali non avrebbe ricevuto pressioni - Favilla è preoccupato dai rapporti interni alla maggioranza. Anche se è riuscito a gestire la crisi amministrativa rapportandosi solo ai consiglieri comunali, ignorando i partiti, Favilla sa bene che tutti devono andare d'accordo nello scampolo di mandato che gli resta se davvero vuole concludere qualche cosa. Comunque, per evitarsi grane e mugugni anzitempo, alla giunta pomeridiana non anticipa i nomi degli assessori. Ma gli eventi delle ultime settimane e perfino la votazione del bilancio parlano al posto suo. È evidente che il super-assessore Marco Chiari non ci sarà: colpito più forte degli altri politici dall'inchiesta sulla corruzione legata alle operazioni immobiliari, ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco «anche per non creargli problemi con le altre forze di maggioranza». Quindi, Favilla ammette di voler un ingegnere (non organico ai partiti di centrodestra, ma di area) per le deleghe di Chiari, che richiedevano anche competenze tecniche. È certo che non ci sarà l'assessore alle finanze, Giovanni Pierami che ha pestato troppi piedi nel Pdl: prima all'ex capogruppo Lido Fava, che ha votato il bilancio di previsione solo dopo aver avuto la certezza della defenestrazione dell'ex vicesindaco; poi a molti altri consiglieri di maggioranza, che hanno fatto sapere a Favilla di non essere disposti ad avere in giunta un indagato per concorso in corruzione. Non volendo tenere per sé le finanze, dunque, il sindaco ammette di volere un tecnico per delegargli questo settore. Eliminati i primi due e considerando che il nocciolo politico della giunta sarà a 6, a Favilla ora si pone il problema degli equilibri fra partiti: anche in seno all'amministrazione, infatti, devono essere rispettati i rapporti di forza usciti dalle urne. È evidente, quindi, che il Pdl dovrà avere più posti degli altri. Due riconferme sono già certe: le "quote rosa" Letizia Bandoni, assessore alla cultura (che dovrà, però, abbandonare il coordinamento comunale del Pdl), e Donatella Buonriposi, assessore all'istruzione. Molto probabilmente dovrà scattare anche un terzo assessore per il Pdl, visto che con una giunta a 8 o 9 l'Udc vuole mantenere i suoi due posti: quello del vicesindaco e assessore al sociale, Angelo Monticelli, e quello dell'assessore ai lavori pubblici, Antonino Azzarà. L'Udc, infatti, non ha intenzione di cambiare i propri rappresentanti in giunta. Anche per non far passare un'eventuale staffetta come una bocciatura. Non a caso, nel recente documento di sostegno a Favilla, il partito aveva rbadito la piena fiducia ai propri assessori. Questo significa che Luigi Bertani, capogruppo dell'Udc, resterà in consiglio comunale e non entrerà in giunta. Dove, invece, viene dato per sicuro Moreno Bruni, assessore al turismo, alle Mura e anche al decoro urbano, delega ereditata da Chiari. Resterebbe, quindi, una sola poltrona per due: per il terzo assessore del Pdl e per un assessore di Forza Lucca. Dopo l'ostruzionismo portato avanti sul bilancio di previsione, infatti, appare improbabile che il gruppo di Maurizio Dinelli (nato dalla scissione del Pdl) possa mantenere due assessori. Di sicuro nessun partito di maggioranza ha voglia di fare un passo indietro, come nell'autunno del 2010, per concedere due assessorati a FL. Non l'Udc. Ma neppure il Pdl, che ancora non ha digerito il siluro lanciato proprio da Forza Lucca all'ex presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti. Le questioni da sciogliere, perciò, restano due: se il terzo assessore del Pdl scatti subito o a settembre (tutto sommato fra poche settimane) e chi sarà l'unico assessore di FL. Dinelli al momento non si sbilancia. Non dice se entrerà in giunta né dice chi, eventualmente, fra Marco Modena e Benedetto Stefani, dovrà rinunciare all'incarico. Ci sono, comunque, sempre due variabili da considerare: che il Pdl resti con due assessori, considerando che esprime il presidente del consiglio comunale (e in questo caso avrebbe più spazio FL); che il sindaco possa rinviare la nomina della nuova giunta a fine mese, come diversi esponenti di maggioranza ritengono possibile. Questo farebbe guadagnare un po' di tempo a Favilla per trovare una sistemazione alternativa agli assessori non riconfermati, anche se non si sente obbligato a ricollocarli: «Molti di loro - dice - hanno già fatto 4 anni di mandato. Se vorranno candidarsi per le amministrative del 2012, avranno otto mesi per mantenere contatti con le forze politiche. Non credo che potranno trovare spazi nelle società partecipate perché non sono passaggi naturali, visto che c'è bisogno di competenze specifiche che non sempre si maturano in seno all'amministrazione». E, comunque, grandi spazi non ce ne sono. Certo, c'è da rinominare il cda del Giglio «per il quale c'è bisogno di conoscenze teatrali». Parole che potrebbero anche suscitare tentativi di rivolta fra chi non viene riconfermato. Ma Favilla non è preoccupato. È certo che nessun partito aprirà una crisi politica per i posti in giunta, visto che il bilancio è passato dopo due mesi di travagli. E, comunque, ora si gode il successo dell'operazione che aveva in mente da molti mesi: alleggerire la giunta, tenendosi solo 4 o 5 fedelissimi.
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