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Lucca

«Un piano per la città»

«Un piano per la città»

Ance Lucca e gli ordini professionali preoccupati per la crisi delle costruzioni e il futuro di Lucca

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 LUCCA. Ance Lucca e gli ordini professionali (architetti, ingegneri e collegio dei geometri) sono preoccupati per l'andamento della crisi nel settore delle costruzioni a Lucca. Al termine di un incontro, fanno sapere di «non contestare gli indirizzi urbanistici regionali, fatti propri recentemente anche dall'amministrazione comunale di Lucca, sul tendenziale azzeramento della nuova edificazione al di fuori della cerchia urbana, ma si aspettano, anzi, chiedono chiarezza su scelte e tempestività nelle risposte che possano attivare il recupero dell'esistente, restauro, ristrutturazione e riorganizzazione urbana».  Oggi, spiegano, non è in gioco solo l'andamento delle costruzioni, «ma il futuro della città. Occorre cercare di capire quale città vogliamo, perché solo dopo esserci chiariti si potrà agire per lo sviluppo del territorio e il benessere dei cittadini. Forse - aggiungono - è il tempo di una nuova stagione in cui le scelte sull'urbanistica non siano più fini a se stesse ma diventino scelte per lo sviluppo; una stagione in cui approvare lo strumento urbanistico non significhi disegnare il territorio sulla base di una pianificazione di corto respiro, ma sia l'occasione per avviare il motore di un progetto più ampio e lungimirante per la crescita economica e sociale».  Ance Lucca e gli Architetti ritengono che occorre «un cambio di passo per pianificare e definire le linee guida per un "nuovo modo di costruire". La sostenibilità è un concetto ampio che include il risparmio energetico, l'utilizzo di materiali eco-compatibili, l'innovazione, il confort, la fruibilità degli spazi, la demolizione e ricostruzione per limitare il consumo di suolo; impone di affiancare alla qualità del costruito la qualità del servizio offerto per rispondere alle nuove esigenze dell'abitare».  E tutto ciò, proseguono, deve coniugarsi «con la chiarezza sulle regole e sui metodi. Se è vero che dagli strumenti urbanistici non ci si aspetta grandi prospettive di nuove edificazioni, è indispensabile che questi forniscano indicazioni chiare per la manutenzione, il restauro e la ristrutturazione dell'immenso parco immobiliare, pubblico e privato, esistente; anche attraverso incentivi per favorire il recupero, per stimolare gli interventi sul contenimento energetico, per valorizzare aree degradate o riconvertire comparti a servizio dei cittadini e delle imprese, con adeguate riduzioni degli oneri e opportuni snellimenti delle procedure affinché almeno questi interventi trovino rapida realizzazione e mantengano in moto il settore».  Su questi temi, concludono, va riportato «il dibattito sull'urbanistica. Resta fermo il nostro impegno a collaborare in tutte le sedi possibili con l'amministrazione comunale, per arrivare ad un nuovo modo di pianificare e di costruire il domani».

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