Italia
Sovrintendenza: «Il Comune la deve richiedere, la direzione regionale decide»
Stadio, l'iter è da avviare
Il. Bo.
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Lo stadio Porta Elisa Manca ancora la valutazione di interesse culturale
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LUCCA. Deve ancora partire l'iter per il progetto di "riqualificazione" sullo stadio. La Sovrintendenza - dice l'architetto Agostino Bureca, responsabile ad interim anche dell'ufficio lucchese - spiega che il Comune non ha ancora attivato la procedura che porterà la direzione regionale del ministero delle Belle arti a dichiarare se l'edificio è di «interesse culturale» o meno. E se, quindi, il vincolo esistente imponga solo un restauro conservativo del complesso - come sostenuto già nel maggio 2010 dall'architetto Glauco Borella della Sovrintendenza - o se, invece, siano ammissibili anche interventi più radicali. È anche vero che, a questo punto, con la Lucchese ancora in cerca di un patron e di un campionato, la questione verrà risolta solo se il Comune deciderà di procedere con la trasformazione del Porta Elisa in un complesso dotato anche di negozi, servizi, albergo e, forse, qualche appartamento. La decisione, oggi, non è così scontata. E non solo perché la variante per lo stadio - che cambia piano strutturale e regolamento urbanistico per rendere possibile la "riqualificazione" del Porta Elisa - è al centro dell'inchiesta giudiziaria sulle presunte mazzette che sarebbero state pagate per facilitare anche questa operazione immobiliare. «Sulla trasformazione del Porta Elisa - conferma il sindaco, Mauro Favilla - andremo avanti solo che al Comune conviene. Se la Lucchese continua a esistere e se si iscrive a un campionato importante. In ogni caso, procederemo con una gara, come annunciato già qualche settimana fa, dopo aver capito che l'accordo sottoscritto a suo tempo con la proprietà della Lucchese, lasciava spazio a possibili speculazioni da parte di chiunque sullo stadio». L'unica valutazione che potrebbe stoppare il progetto, dunque - insiste Favilla - è quella della convenienza per il Comune «dal momento che non esistono ostacoli di natura amministrativa. Infatti, la variante per lo stadio procede indipendentemente da quella al piano strutturale. E non verrà bloccata in caso di modifiche dell'altro atto». In realtàm la Sovrintendenza fa presente che propedeutico a qualsiasi iniziativa sul Porta Elisa è la «valutazione di interesse culturale dello stadio, secondo quanto prevede l'articolo 12 del Codice Urbani. In pratica - specifica l'architetto Bureca - il funzionario del ministero responsabile del procedimento istruisce la pratica che viene poi vagliata dal sovrintendente. Quindi, l'incartamento viene inviato alla direzione regionale del ministero che sola può dichiarare un immobile di valore culturale. E, come tale, da sottoporre a vincolo integrale». Ad attivare la procedura, per la verifica dell'interesse culturale dello stadio «deve essere il Comune che ancora non si è mosso. Perciò - conclude Bureca - oggi esiste solo il parere espresso da Borella nel 2010 che consentiva solo il restauro conservativo. Ma è compito della direzione regionale definire la questione».
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