Il Tirreno

Lucca

Cassintegrati, ma senza indennità

Barbara Antoni
Cassintegrati, ma senza indennità

I soldi erano anticipati da Crl. Ma il versamento dell'Inps li ha bloccati

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 LUCCA. Niente cassa integrazione in deroga, per il mese di luglio, per i 18 lavoratori rimasti (erano in principio 27) della Lencioni costruzioni metalliche che ha dichiarato il fallimento.  I lavoratori - spiegano le Rsu Marco Lenzi e Louis Reyes - lo hanno scoperto ieri mattina, dalla banca (Crl) che aveva anticipato loro, in base a una convenzione tra l'istituto di credito e la Provincia, le mensilità di cassa integrazione in deroga di maggio e giugno.  «Aspettavamo il pagamento dell'indennità di luglio, pari, come le altre, a 700 euro - spiegano i rappresentanti sindacali - e invece abbiamo scoperto ieri che questi soldi non ci verranno pagati. Non per cattiva volontà della banca o per colpa della Provincia, ma perché l'Inps, che dopo quasi quattro mesi dall'inizio della cassa integrazione in deroga (scattata il primo aprile 2011, ndr) non aveva sborsato ancora un centesimo, ha fatto un piccolo versamento, che non basta nemmeno a coprire una quota mensile di quelle anticipate dalla banca. La convenzione - spiegano i due operai sindacalisti - prevede che l'anticipo sulla cassa integrazione venga interrotto dalla banca al momento in cui l'Inps versa le quote a copertura dell'anticipo. Ma noi restiamo ugualmente al palo: per il mese di luglio non riscuoteremo niente, e chissà fino a quando».  Stretti in un paradosso, insomma. Una beffa oltre il danno. Negli ultimi cinque mesi i lavoratori della Lencioni, andata in crisi per motivi di liquidità e non di commesse (è l'azienda che ha realizzato grandi opere in aeroporti e altre macrostrutture in tutta Italia, una delle ultime la passerella sul Serchio, che doveva ultimare ma i lavori si sono interrotti per la crisi, appunto) hanno riscosso soltanto la cassa integrazione di maggio e di giugno. Settecento euro più settecento: 1.400 euro in cinque mesi. Perché, come spiega Lenzi, «il mese di marzo, quando eravamo ancora al lavoro, non ci è stato retribuito. L'azienda ci ha convocati il 31 marzo per dirci che c'erano gravi problemi e dall'indomani siamo rimasti senza lavoro. E anche senza stipendio per quel mese. Poi siamo riusciti a ottenere che dal primo aprile scattasse, per quattro mesi, la cassa integrazione in deroga. L'indennità di aprile non ci è stata ancora pagata perché l'Inps era in ritardo. Grazie a un accordo con la Provincia, abbiamo potuto beneficiare dell'anticipo della banca in base alla convenzione con la Provincia, per i due mesi di maggio e giugno. L'anticipo valeva anche per luglio ma è andata come è andata per via del versamento dell'Inps. Ad oggi, purtroppo, la verità è che in cinque mesi abbiamo riscosso solo due mensilità di cassa integrazione in deroga».  Dal primo agosto i 18 lavoratori della Lencioni sarebbero così senza coperture quanto ad ammortizzatori sociali. Il segretario provinciale della Fiom Massimo Braccini assicura che «domani (oggi, ndr) parleremo con il curatore fallimentare e stabiliremo gli ammortizzatori sociali per questi lavoratori. Lo stipendio di marzo, come le indennità di aprile e di luglio della cassa integrazione in deroga, potranno essere recuperati nel contesto del fallimento della Lencioni. Il problema è che non sappiamo quando potranno essere recuperati».

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