Finanza
Una Turandot per Mazzoli
Ilaria Bonuccelli
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Gian Paolo MazzoliIl direttore del Boccherini sul podio di Torre del Lago
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LUCCA. A Torre del Lago, Gian Paolo Mazzoli, dirigerà per la prima volta. Ma sul podio del gran teatro all'aperto, il direttore del Boccherini si sente (quasi) a casa. Colleghi nell'orchestra, amici nel cast della Turandot in scena il 13 e il 26 agosto, con una regia raffinata - quella di Maurizio Scaparro - e le scene e i costumi di due grandi del teatro italiano, Ezio Frigerio e Franca Squarciapino. Un debutto importante per il musicista che è il primo direttore dell'istituto lucchese scelto dal festival Pucciniano. Questa scelta artistica può anche rappresentare un ponte - nel nome di Giacomo Puccini - fra Lucca, terra natale del compositore, e Torre del Lago, sua terra di elezione. Il primo mattone di una collaborazione che può fare bene a tutti, ammette lo stesso Mazzoli che sul podio torrelaghese si sentirà un po' anche in cattedra, vista la presenza di allievi del Boccherini nell'orchestra del Pucciniano. Questa Turandot sarà, dunque, un test importante per Mazzoli ma anche per i giovani musicisti dell'istituto lucchese che dovranno suonare il 26 agosto per un soprano del calibro di Giovanna Casolla, considerata da molti la Turandot per antonomasia, e per un giovane talento in ascesa come Nila Masala (il 13 dicembre) uscita dall'Accademia delle voci liriche di Torre del Lago. Qui Nila Masala ha studiato con il soprano (raffinato) Lucetta Bizzi, prima di debuttare Turandot al teatro del Giglio, due anni fa, e di portare la principessa di gelo in scena la scorsa estate a Torre del Lago. Maestro Mazzoli, lei avrà modo di dirigere due Turandot diverse, con due soprani dalle caratteristiche differenti. Com'è la sua principessa? «Io amo particolarmente Turandot. E ho un'idea precisa della difficoltà di dirigere questa opera: a mio avviso bisogna stare molto attenti al rapporto, che in maniera magica direi, Giacomo Puccini è riuscito a creare fra testo e costruzione musicale. Il rapporto stretto fra questi due elementi è comune a al melodramma, specialmente a quello italiano, ma in Turandot è ancora più evidente che altrove. Le sfumature del testo sono costantemente sottolineate dalla musica e quindi si deve cercare il colore legato al suono. Puccini è riuscito a legare la parola a una specifica frase musicale, dandole il giusto respiro in tutta l'opera. Io spero di riuscire a rispettare e rendere questa relazione». Lei dirige per la prima volta a Torre del Lago, il luogo di elezione di Puccini. Come arriva a questo festival? «Dalla mia carriera di direttore d'orchestra, ruolo al quale sono approdato dopo una lunga esperienza di teatro, iniziata come maestro collaboratore e maestro del coro a teatro Verdi di Pisa, dove sono rimasto per 17 anni. Quest'anno, poi, il presidente del festival Pucciniano, Paolo Spadaccini, e il direttore generale, Franco Moretti, mi hanno cercato e io sono stato contento di poter accettare un ingaggio per uno dei festival estivi più conosciuti nel mondo. Oltretutto avevo diretto in molti posti, sia in Italia che all'estero, ma mai sul lago di Puccini. Se si pensa, poi, che mi piace particolarmente dirigere le opere del compositore lucchese, si capisce che non potevo dire di no». Questa, però, non è la sua prima Turandot. «No. Avevo già avuto modo di dirigerla in Italia (anche a Cascina) e all'estero, in Romania dove tornerò nei prossimi mesi per un concerto lirico e un concerto di Ravel per pianoforte e orchestra. È un'opera che ho studiato spesso. E nella quale, ad esempio, ho ritrovato anche una mia ex allieva di armonia, il soprano versiliese Serena Farnocchia, oggi acclamata in tutti i teatri del mondo, che è tornata a Torre del Lago per interpretare Liù». Lei non dirigerà Serena Farnocchia, perché il cast cambierà in agosto. Ma avrà modo di confrontarsi con molti artisti toscani e lucchesi. «È proprio così. Nell'orchestra avrò alcuni professori di livello del Boccherini, come Remo Pieri, insegnante di clarinetto e Luca Celoni, insegnante di violino. E sempre nell'orchestra potrò dirigere allievi del Boccherini della classe di tromba e trombone ed ex allievi di viola e violino. Poi, per me sarà un piacere lavorare con Aldo Orsolini (Pong) cantante della corale pisana che tuttora dirigo. Senza contare il privilegio di poter lavorare con una straordinaria Turandot come Giovanna Casolla e con un talento emergente come Nila Masala». Il suo ruolo di direttore del Boccherini pensa che possa agevolare anche una collaborazione più a lungo termine con il festival Pucciniano? «Stringere collaborazioni fra le istituzioni musicali e culturali della Lucchesia nel nome di Puccini e non solo è quello che ho sempre auspicato. In questo momento, c'è una trattativa in corso fra Pucciniano e Boccherini per una stagione invernale di concerti cameristici, nell'auditorium del teatro di Torre del Lago. Questo deve essere solo l'inizio perché delle collaborazioni non c'è mai da avere paura. Non si perde in autonomia: semmai ci si guadagna in qualità».
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