Il Tirreno

Lucca

Sarà selezionata una ventina di studenti per i corsi di canto e pianoforte

Partono gli scambi con la Cina

La sede dell’istituto musicale Boccherini
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La sede dell’istituto musicale Boccherini

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 LUCCA. Sempre più lirica, sempre più canto e sempre più collaborazioni internazionali per il Boccherini. Il direttore, Giampaolo Mazzoli, annuncia intanto che a settembre verrà organizzato dall'istituto e dalla scuola Sinfonia il primo master (a pagamento) di alta formazione per voci liriche. Lo terrà il tenore siciliano Pietro Ballo che, proprio in un'intervista al Tirreno aveva annunciato di voler estendere l'esperienza della sua Accademia del Mediterraneo (riservata alla lirica) proprio alla città di Puccini.  A livello internazionale, invece, il nuovo impegno autunnale del Boccherini sarà in Cina. Tramire un'agenzia intermediaria, infatti, l'istituto lucchese ha avviato un rapporto didattico con uno dei più importanti conservatori di Pechino. Il "Progetto Turandot" - sostenuto anche dal ministero - prevede che ai primi di ottobre il direttore Mazzoli insieme ad alcuni insegnanti partano per la Cina per tenere un corso di un paio di settimane. Le lezioni di pianoforte e canto lirico, riservate ai migliori studenti selezionati dai colleghi cinesi, funzioneranno anche da audizioni. Gli allievi più dotati saranno, poi, invitati a frequentare i corsi universitari di alta formazione a Lucca. «Il progetto - conferma Giampaolo Mazzoli - prevede che gli allievi (da 12 a 20 massimo) che saranno scelti al termine del master seguano al Boccherini l'intero corso di studi: i tre anni di formazione e poi i due di specializzazione. E arriveranno in città già a novembre per iniziare subito il percorso con il nuovo anno accademico».  In questa operazione - prosegue Mazzoli - ci crede «tutto il consiglio di amministrazione del Boccherini e, in particolare, il presidente Ugo Giurlani. Del resto, per noi è fondamentale aprirci al mercato, considerando che ormai i musicisti si muovono a livello internazionale da un teatro all'altro. In particolare è importante il rapporto con la Cina, anche per una questione di numeri: basti pensare che nel paese sono 48 milioni i giovani che studiano pianoforte».

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