Il Tirreno

Lucca

«Una politica miope ha ucciso il paese»

Paola Taddeucci
Federico Bini ha 19 anni e sta creando un nuovo movimento politico
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Federico Bini ha 19 anni e sta creando un nuovo movimento politico

Bini fonda un nuovo movimento. A cui invita anche studenti e commercianti

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BAGNI DI LUCCA. Dice cose alla Matteo Renzi, anche se si definisce di centrodestra, precisamente «centrodestra di ispirazione montanelliana». E ha la passione civile nel sangue, tanto da aver pregiudicato il 100 alla maturità classica - appena conseguita al liceo Machiavelli di Lucca - per i troppi giorni spesi dietro ai suoi impegni di presidente della Consulta provinciale degli studenti. Federico Bini, 19 anni e mezzo, si sta affacciando sulla scena politica di Bagni di Lucca come un fulmine a ciel sereno, non risparmiando nessuno, o quasi, dei politici del presente e del passato.  È di ieri la sua prima uscita pubblica, attraverso un comunicato, in qualità di fondatore di un nuovo movimento che vuole puntare al rinascimento della cittadina termale.  Nel documento, tra l'altro, lo studente critica duramente l'amministrazione comunale per la volontà di mettere in vendita le storiche ville Webb, Ada e Fiori (quest'ultima sarà la prima ad andare all'asta, il 12 agosto prossimo) e per questo invita tutti - cittadini, esponenti di centrosinistra e centrodestra, commercianti, giovani, studenti - a mettersi insieme in un progetto comune per salvare questo patrimonio.  Ma quello di ieri era solo l'antipasto.  «Ai primi di settembre - dice Bini - ho intenzione di ufficializzare il mio movimento, al quale possono aderire tutti quelli che vogliono fermare la decadenza di Bagni di Lucca e risollevarla dallo stato indecente in cui si trova».  Bini ha le idee chiare. «Vorrei - spiega - che si formasse una classe dirigente culturalmente, eticamente e politicamente forte. Per questo chi è stato al governo in questi trent'anni deve lasciare spazio a chi ha più idee, energia e volontà».  Il riferimento è chiaro, non solo agli amministratori di oggi - definiti da Bini «miopi e poco lungimiranti» per aver guidato il Comune con scelte azzardate finalizzate solo al consenso elettorale di breve termine - ma anche ai cinque ex sindaci della cittadina termale che di recente hanno accusato la giunta e il sindaco attuale di aver portato il paese alla deriva.  «Se Bagni di Lucca è in uno stato indecente - dice lo studente, prossimo all'iscrizione alla facoltà di giurisprudenza - è anche colpa loro, perché anche la loro politica, a mio parere, è stata miope e poco lungimirante. Non mi convincono, non vorrei che dietro al loro tentativo di sollecitare l'opinione pubblica ci fosse il desiderio di tornare a governare il Comune. Invece Bagni di Lucca ha bisogno di gente nuova, che abbia veramente voglia di impegnarsi civilmente, culturalmente, eticamente e politicamente».  Per Bini, insomma, la classe politica è completamente da rottamare, per usare il termine tanto caro al sindaco di Firenze.  Delle idee degli ex sindaci - che peraltro hanno già dichiarato più volte di non avere alcuna intenzione di rimettersi in gioco - lo studente salva tuttavia quella di un confronto in piazza.  «Sono pienamente d'accordo - conclude - e sono pronto ad esprimere le mie perplessità agli ex amministratori e alla popolazione. Ma, insieme ai dubbi e alle critiche, voglio portare progetti. Mi sto documentando, ho chiesto in Comune tutti gli atti dal 1960 a oggi per studiare a fondo la situazione e poi pensare a soluzioni».

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