La manifestazione
Braccio di ferro tra azienda, che vuole riattivare il termovalorizzatore, e sindaco di Vergemoli
«È meglio se Se.Ver.A. spa fallisce»
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CASTELNUOVO. Il vice presidente di Se.Ver.A, Aurelio Russo precisa che il «debito di Castelnuovo è di 1 milione e 900mila euro. Ci è stato dato mandato per salvare azienda, non per pensare alla politica ambientale della Garfagnana. Per tentarlo, l'impianto è l'unico "giocattolo" che possiamo utilizzare. Io voglio pareggiare il bilancio, rispettare il mandato che i sindaci ci hanno dato». «La Servizi? - domanda Russo -. È fallita così qualcuno pagherà e spero che la Guardia di Finanza faccia tutte le indagini. Se il concordato per Se.Ver.A. Acque andrà male, la fideiussione di 3milioni e 433 mila euro ricadrà sulla spa e sarà il fallimento». La liquidazione della società è richiesta dal sindaco di Vergemoli, Michele Giannini: «È dal 2007 che denuncio questa situazione con esposti alla Procura. Io chiedo la messa in liquidazione di Se.Ver.A. E chi ha sbagliato pagherà con la galera, ma la soluzione migliore è una nuova società». Botta e risposta tra Casanovi e l'opposizione: «Abbiamo sul territorio una holding per un "paesone" di 25mila abitanti, è assurdo - dice il consigliere di maggioranza - dobbiamo dimenticarci l'inceneritore e partire con la raccolta differenziata». Ma c'è alternativa all'inceneritore, se il cda attuale non è capace di salvare l'azienda in altri modi, è meglio che si dimetta. I posti di lavoro si salvano con la raccolta "porta a porta" e io esigo che domani Se.Ver.A. compri i bidoni per Castelnuovo perché se questa parte prima da altre parti, saremo davvero molto arrabbiati». casa». «Gli operai verranno a chiedere un piatto di pasta a casa del consigliere - punta il dito Bonaldi - gli altri sindaci non sono né imbecilli né manovrati. In due anni, ho visto il nulla e solo distanza tra questa amministrazione e il resto della Garfagnana e così non si arriva a progetti condivisi». I sindacati si dicono «molto deluso dall'esito di questo consiglio - dice Vincenzo Cinquini (Cisl) - ci aspettavamo proposte e così, invece, perdiamo tutti, lavoratori in primis». (l.d.)
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