Il Tirreno

Lucca

Due anni e mezzo per aver contraffatto il testamento dell’anziana che accudiva ottenendo un lascito di 400mila euro

Eredità, condannata la badante

Nei guai anche la direttrice di una banca accusata di aver concorso al raggiro

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 LUCCA. La badante accusata di aver guidato la mano dell'anziana che accudiva quando la nominava unica erede dei suoi beni è stata condannata a due anni e mezzo di reclusione. Ma nei guai è finita anche la direttrice della filiale di una banca: avrebbe concorso alla contraffazione del testamento.  Per il giudice Mario Profeta le prove nei confronti di Carmela Russo, 62 anni, residente a Porcari, non lasciano adito a dubbi nonostante la badante sia in fase d'indagine che durante il processo sostenga di aver retto solamente il foglio su cui l'ultraottantenne che accudiva da anni - Clara Asmara Santini, scomparsa nel 2009 - ha scritto di suo pugno e senza costrizione il lascito che la riconosceva erede universale di un patrimonio stimato in oltre 400mila euro. Comprensivo di un immobile in via Bachelet a S. Anna del valore di oltre 200mila euro e 195mila euro in contanti accumulati in varie forme sul conto corrente di un istituto di credito.  LA SENTENZA  Per il tribunale la badante, difesa dall'avvocato Roberto Coli, è colpevole del reato di falsità materiale nella stesura dell'atto testamentario fatto in modo da escludere dall'eredità il fratello e la sorella dell'anziana: Giuseppe e Gloria Santini. Entrambi si erano costituiti in un primo tempo parte civile al processo, ma poi attraverso una transazione con la stessa imputata in relazione a una precedente stesura testamentaria sono usciti dal procedimento penale. Un processo con una serie infinita di colpi di scena.  TESTIMONI FALSI  In calce alla sentenza il giudice Mario Profeta ha trasmesso gli atti al pubblico ministero perchè valuti la posizione di due testimoni che, per il tribunale, avrebbero giurato il falso. Non solo. La procura dovrà chiarire la posizione della direttrice di una filiale di un istituto di credito su cui la pensionata deceduta teneva un conto corrente. Secondo il giudice è necessario svolgere accertamenti ulteriori per capire il ruolo della direttrice della banca che potrebbe aver concorso alla contraffazione del testamento olografo. È poi emerso dalle dichiarazioni rese dalla stessa imputata che Clara Asmara Santini pur percependo una pensione Inps con accompagnamento in quanto completamente cieca in realtà ci vedeva benissimo. E quindi la procura dovrà chiarire anche questo aspetto legato a una presunta truffa ai danni dell'istituto previdenziale.  LA DENUNCIA  La vicenda risale alla primavera 2009 quando alla morte della pensionata salta fuori un secondo testamento olografo depositato in uno studio notarile all'Arancio. Tra lo stupore dei fratelli della vittima l'intero patrimonio finiva alla badante. I due fratelli chiedono e ottengono la copia del testamento e la sottopongono all'esame di uno dei più famosi periti calligrafici d'Italia (il professor Ghio di Torino) che lo giudica palesemente falso. A quel punto parte un esposto alla procura e il sostituto procuratore Fabio Origlio attraverso le Fiamme Gialle fa sequestrare il testamento e cita a giudizio la badante che, anche durante il processo con in aula il pm onorario Fabrizio Bartelloni, ha sempre negato ogni addebito. L.T.

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