Il Tirreno

Lucca

Tubone 2, preoccupati gli agricoltori

«La nuova opera non dovrà togliere acqua ai campi»

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 LUCCA. Qualunque sia la scelta per portare acqua dal Serchio nella Piana attraverso il tubone, non dovranno essere trascurate le esigenze degli agricoltori. Il monito arriva dalla Confederazione Cia.  La presidenza della Cia prende in particolare posizione sul Tubone 2, la nuova conduttura che dal Serchio dovrebbe portare acqua alle industrie e a un potabilizzatore. Un progetto da 70 milioni di euro, presentato da alcuni anni che coinvolge la Regione, l'associazione industriali e i comuni di Porcari, Capannori e Lucca.  «Oggi nella Piana - dice la Cia - buona parte dell'acqua è fornita dal Canale Nuovo, il quale allacciandosi al Serchio tramite il condotto pubblico, rifornisce tutta Piana. Questo canale negli anni recenti, è stato al centro di grosse polemiche sia per le condizioni di degrado in cui versava che per l'uso a cui si voleva destinare. Alla fine degli anni Novanta, per intervenire sul problema della subsidenza e fu progettato il Tubone 1, il quale prelevava acqua dal canale Nuovo e la portava alle industrie della Piana, costato parecchi soldi e mai diventato effettivamente operativo. Questo avrebbe dovuto alleggerire i prelievi dalla falda. Constatato il fallimento di questa operazione, si è progettato il Tubone 2, parallelo al primo ma con un prelievo autonomo dal Canale Nuovo. Per cui, con la realizzazione di questa opera, avremo due prelievi dal Serchio, per diverse centinaia di litri al secondo. E questo ci preoccupa parecchio. Anzitutto perché gli agricoltori sono stati tenuti all'oscuro del progetto. Da quello che ne sappiamo, può incidere pesantemente sui prelievi dal Serchio».  Per la Cia, il rischio è che Il Canale Nuovo, e quindi i canali della Piana, possano restare a secco. Con quali danni per l'agricoltura e per la stessa falda è facilmente immaginabile. La Cia chiede quindi che sia garantito l'uso irriguo dei canali della Piana e che nella cabina di regia ci sia una rappresentanza del mondo dell'agricoltura. «Rivolgiamo, quindi un appello a tutti gli enti interessati affinché le richieste siano accolte - conclude la Cia -. La gestione dell'acqua deve essere fatta con il massimo di condivisione possibile e per gli agricoltori questa risorsa è vitale».

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