Il dolore
D’estate, cinquanta addetti in ferie su ogni turno, oltre alle lunghe assenze. Ma i postini a termine sono solo dodici
Mancano portalettere, recapito nel caos
In alcune zone la corrispondenza non arriva a destinazione più di due volte a settimana
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LUCCA. Portalettere al di sotto del numero minimo previsto dagli accordi sindacali, zone che ricevono la corrispondenza non più di due volte a settimana. Succede su tutto il territorio provinciale, e le aree più colpite dal disservizio sono in prevalenza quelle dei piccoli paesi, in Garfagnana come in Alta Versilia, anche se pure i comuni maggiori non vivono situazioni rosee.
«Il recapito è ormai nel caos», sbotta il segretario provinciale della Slp Cisl Marco Tortelli. È lui stesso a denunciare una situazione ormai insostenibile. A farne le spese sono da una parte gli operatori («alcuni postini sono stati addirittura oggetto di minacce da parte di utenti esasperati», rivela Tortelli) e dall’altra i destinatari della corrispondenza, quindi i cittadini, le aziende e tutti gli altri enti configurati come utenti.
Numeri alla mano, il segretario provinciale della Slp Cisl, tratteggia un quadro di forti difficoltà, che si acuiscono in questo periodo - l’estate - in cui viene smaltito il maggior numero di giorni di ferie.
«Abbiamo 275 portalettere sul territorio provinciale - spiega Tortelli - ai quali dovrebbe aggiungersi, in base agli accordi sindacali, una scorta dell’11 per cento, quindi circa trecento addetti in totale. La scorta non viene mai costituita, nemmeno le lunghe assenze per maternità o lunga malattia vengono sostituite.
I contratti a tempo determinato sono fondamentali per coprire tutti i posti che rimangono scoperti, specialmente in estate, quando, su tutta la provincia, ci sono contemporaneamente in ferie, nei tre mesi in modo continuativo, da 45 a 50 portalettere.
Invece Poste, questa estate, ha assunto solo 12 portalettere con contratto a termine. E questa mancanza di addetti determina che ci siano costantemente dalle 15 alle 20 zone scoperte dal servizio di recapito». In particolare, nei paesi della Media Valle, vengono utilizzati, continua il sindacalista «portalettere a giorni alterni.
Il recapito quindi non può svolgersi in ciascuna località più di una volta a settimana». A fronte di questo disservizio, i portalettere devono fare i conti anche con utenti spesso esasperati. «Abbiamo registrato episodi di postini minacciati da utenti.
Alcuni portalettere con contratto a termine si sono perfino dimessi, per la paura di non poter assolvere bene al proprio compito visto che venivano inviati un giorno qua e uno là. È una situazione che mi preoccupa; tutte le responsabilità sono di chi gestisce il servizio, cioè l’azienda», sottolinea ancora il sindacalista.
Tortelli lancia così un doppio appello, rivolto sia ai cittadini che ai politici. Ai primi chiede di «telefonarci per segnalare i disservizi, dei quali i portalettere non hanno colpa». E poi invita i politici eletti sul territorio provinciale a mobilitarsi, a prendere una posizione «per indurre Poste a prendere i provvedimenti adeguati.
Vogliamo denunciare questa situazione ormai insostenibile, che non possiamo più accettare. Ci domandiamo dove stiamo andando con questa gestione. Finora, è stato solo per la grande professionalità degli operatori che siamo riusciti a mandare avanti il servizio senza danneggiare i cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il recapito è ormai nel caos», sbotta il segretario provinciale della Slp Cisl Marco Tortelli. È lui stesso a denunciare una situazione ormai insostenibile. A farne le spese sono da una parte gli operatori («alcuni postini sono stati addirittura oggetto di minacce da parte di utenti esasperati», rivela Tortelli) e dall’altra i destinatari della corrispondenza, quindi i cittadini, le aziende e tutti gli altri enti configurati come utenti.
Numeri alla mano, il segretario provinciale della Slp Cisl, tratteggia un quadro di forti difficoltà, che si acuiscono in questo periodo - l’estate - in cui viene smaltito il maggior numero di giorni di ferie.
«Abbiamo 275 portalettere sul territorio provinciale - spiega Tortelli - ai quali dovrebbe aggiungersi, in base agli accordi sindacali, una scorta dell’11 per cento, quindi circa trecento addetti in totale. La scorta non viene mai costituita, nemmeno le lunghe assenze per maternità o lunga malattia vengono sostituite.
I contratti a tempo determinato sono fondamentali per coprire tutti i posti che rimangono scoperti, specialmente in estate, quando, su tutta la provincia, ci sono contemporaneamente in ferie, nei tre mesi in modo continuativo, da 45 a 50 portalettere.
Invece Poste, questa estate, ha assunto solo 12 portalettere con contratto a termine. E questa mancanza di addetti determina che ci siano costantemente dalle 15 alle 20 zone scoperte dal servizio di recapito». In particolare, nei paesi della Media Valle, vengono utilizzati, continua il sindacalista «portalettere a giorni alterni.
Il recapito quindi non può svolgersi in ciascuna località più di una volta a settimana». A fronte di questo disservizio, i portalettere devono fare i conti anche con utenti spesso esasperati. «Abbiamo registrato episodi di postini minacciati da utenti.
Alcuni portalettere con contratto a termine si sono perfino dimessi, per la paura di non poter assolvere bene al proprio compito visto che venivano inviati un giorno qua e uno là. È una situazione che mi preoccupa; tutte le responsabilità sono di chi gestisce il servizio, cioè l’azienda», sottolinea ancora il sindacalista.
Tortelli lancia così un doppio appello, rivolto sia ai cittadini che ai politici. Ai primi chiede di «telefonarci per segnalare i disservizi, dei quali i portalettere non hanno colpa». E poi invita i politici eletti sul territorio provinciale a mobilitarsi, a prendere una posizione «per indurre Poste a prendere i provvedimenti adeguati.
Vogliamo denunciare questa situazione ormai insostenibile, che non possiamo più accettare. Ci domandiamo dove stiamo andando con questa gestione. Finora, è stato solo per la grande professionalità degli operatori che siamo riusciti a mandare avanti il servizio senza danneggiare i cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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